lunedì 29 novembre 2010

Diabete time

'Sei bella. Sei dolce. Sei brava, no, bravissima: lavori tanto, poi vieni a casa, sistemi tutto, mi fai da mangiare e poi arrivo io che ti faccio dannare e che sono insopportabile e tu invece sei così buona... ho deciso, ci sposiamo la prossima primavera o al massimo a settembre, non posso rischiare che un giorno ti svegli e ti accorgi che sei troppo speciale per stare con me, devo incastrarti prima che ti rendi conto di quanto sia difficile stare con me, di quanto io sia impegnativo e rompiscatole... '

A quanto pare, abbiamo l'anno. E pochissimo tempo.

mercoledì 24 novembre 2010

Di Matrimoni e Altre Storie - parte prima

Passata l'emozione iniziale (che a dir la verità a distanza di 5 giorni non ha neanche cominciato a passare), come la nostra matrimoniosa Claudia ha vagamente intuito, nella normale Coppia Prematrimoniale cominciano le prime, timide proposte e idee circa l'organizzazione della faccenda.

Nella normale Coppia.

Non nella nostra.
Nella nostra si è cominciato a vagheggiare di brindisi vari con questi e quegli amici, di cene di festeggiamento con ricchi premi e cotillons e di Feste Ufficiali di Fidanzamento tutti insieme appassionatamente, il tutto per poter avere delle validissime scuse per poter mangiare e bere.

Fondamentale è sapere che nella nostra Coppia mangiare e bere sono al primo posto tra tutti gli alti valori dell'animo umano e tra le cose indispensabili per essere felici. Non c'è 'soldi', nè 'famiglia', nè 'la pace nel mondo', ma Carbonara e Valpolicella. Ogni giorno mi guardo allo specchio e mi stupisco di rientrare ancora nella tonnellata.
La prima cosa che una delle mie più care amiche ha detto circa il nostro matrimonio è stata 'uau, si mangerà benissimo!'. Non: sarete felici per sempre, o sarai un'incantevole sposa. No. "Si mangerà benissimo".
Temo il momento in cui ci troveremo davanti alla scelta 'carne o pesce', so già che ci metteremo un mese almeno, buttando lì un lamentoso 'oh, ma pensa alla povera, succulenta tagliata...', e 'il branzino, come facciamo a rinunciare al branzino...' e ancora 'e le tagliatelle al ragù? Io non mi sposo senza le tagliatelle al ragù' e 'ma il soutè di vongole, io non posso stare senza dai è illegale', con grandi patemi d'animo e angosce intestine, con singhiozzi e occhi velati, dovremmo prendere la decisione più dura della nostra vita, e non sarà niente facile.
Da lunedì ho messo me e il mio fidanzato a stretto regime alimentare, pur non avendo ancora una pallida idea di giorno, mese e persino anno (si mie care, manco si può sapere se il lieto evento avverrà entro la fine dei tempi predetta dalla lungimirante saggezza dei Maya), perchè lui sembra portare in grembo il frutto di un esperimento di Danny de Vito e Arnold Schwarzenegger in avanzato stato di maturazione, e io ho tutte le intenzioni di far entrare nei miei cerimoniosi abiti un culetto taglia 42.
Certo.
Menu di stasera: Gnocchi alla sorrentina fatti in casa dalla suocera. Non ce la faremo MAI.

Non ce la faremo a dimagrire per apparire belli, giovani e snelli nell'album matrimonioso, non ce la faremo a tenerci alla larga da un menu tipicamente calabrese in quanto a varietà e quantità, non ce la faremo neanche a renderli cartacei questi menu, ci mangeremo anche quelli.

Per non parlare del capitolo beverage.
Dovete sapere che per 27 anni io mi sono rifiutata di accostare anche solo il mio regal nasino ad una coppa di vino, figuriamoci le labbra o (orrore!) la punta della lingua. Conosco il CoinquiA e mi trasformo in un animale da osteria. Bianchi, rossi, bollicine, barricati, tutti miei. Mi raffina il palato, mi insegna a gustare, apprezzare, amare. A bere.
Ergo, in previsione dei mille mila brindisi previsti, il mio fegato sta già facendo fagotto con malcelata soddisfazione, per la serie, 'sono anni che ti chiedo invano pietà per me, adesso col cavolo che ti sto dietro anche con questo, non lo potrò mai reggere. Arrangiati'.

Come, come, cooooome dimagrire e restare in forma mangiando e bevendo in queste condizioni??? Ripeto, non ce la faremo MAI.

martedì 23 novembre 2010

Donna in Carriera vol.2

Nonostante la notizia bomba e il cataclisma che ne è seguito, la mia vita continua, soprattutto quella lavorativa. E come promesso, sono qui a raccontarvi una delle mie numerose avventure, avvenuta in uno dei miei scorrazzamenti autostradali qualche mese dopo la mia assunzione.

Sono lì che corro corro, quando la mia automobilina comincia ad ansimare, la spia del carburante accesa, e con inaspettata arguzia capisco che è il caso di fermarsi a far benzina.
Pim pum pam, infilo i guantini, estraggo la pistola, con malcelata nonchalance da 'si bè io ormai sono una ragazza di strada e faccio benzina come un camionista' attendo che il serbatoio si riempia...
Eh si, abbiam voluto fare gli sboroni e fargli pure il pieno, alla piccola. Caccio il cinquantone io, tutta figa che tanto paga la ditta, risalgo in macchina e via! zigzagando tra i veicoli.

Tempo un minuto e mezzo e la Sbirula comincia a sputacchiare. A tirare indietro il culetto. A far ruggire il motore senza che venga toccato pedale alcuno.

Oh-o.
Riesco a raggiungere un casello sconosciuto, esco dall'autostrada e lì la macchina dà definitivamente forfait.

E in quel momento, il gelo: un flashback mi riporta a pochi minuti prima, quando tutta splendida alla stazione di benzina mi davo tutte quelle arie solo perchè avevo una pompa in mano.... e la pompa.... era verde....ma il motore.... è un diesel, santocieloparadiso!!!
Da ricordare che ero a millemila kilometri da casa, in una landa completamente sconosciuta, sola impaurita e infreddolita.
But don't panic! Si ok, panic pure, anzi facciamoci prendere da una crisi isterica, ed in preda a quella stessa crisi isterica chiamiamo il Boss:
Boss 'ciao cara dove sei di bello??'
Io (con voce rotta dal pianto) 'Boss è successa una cosa bruttisssssima!!!!!!'
Boss (saltando indubbiamente sulla sedia come se avesse preso la scossa) 'hai fatto un incidente!!!'
Io 'peggio!!!'
Boss (urlando) 'hai investito qualcuno!!!!!!!!!!!'
Io (urlando) 'PEGGIO!!!!'
Boss (con pacata perplessità) '...spiegami cosa c'è di peggio dell'uccidere qualcuno con la macchina, io non...'
Io (sempre urlando) 'ho messo la benzina al posto del gasolio!!!!!!!!!!!'
Boss (urlando di nuovo) 'e perchè c***o non l'hai fatta fare al benzinaio?????????????????'
Io (con l'ugola ormai sull'asfalto) 'perchè costa menoooooooooooooooooooo!!'

L'epilogo di questa triste storia è che ho dovuto aspettare al freddo e al gelo per due ore il carroattrezzi, tornare a casa seduta sul sedile del passeggero del succitato carroattrezzi percorrendo a 80 all'ora circa 300 km di autostrada (fatevi voi il conto del tempo impiegato) col morale a terrissima, avvilita, imbarazzata, pure convintissima al mille x mille che sarei stata licenziata, con a fianco un fustacchione 60enne ex body builder ansiosissimo di raccontarmi il suo passato atletico, le sue imprese da corriere per la mafia rumena travestito da camionaro dei surgelati, e naturalmente tutto il suo albero genealogico partendo dalla zia Antonietta che nel 1800-e-qualcosa aveva sposato nientepopodimeno che un soldato di Napoleone Bonaparte.

La morale che esce dalla bocca del Boss ogniqualvolta che il mio nome viene accostato per un qualsivoglia motivo alla parola benzina di fronte a lui, è 'se paga la ditta, fattela fare dal benzinaio!'

lunedì 22 novembre 2010

My Fairy Tale

Oggi sono qui per raccontarvi una storia, di quelle che potrete leggere solo sui libri.

Tutto inizia con un Principe e una Damigella, che contrariamente alle convenzioni sociali e alle suppliche della madre di Lei (santa donna) decidono di vivere insieme in una casina piccina picciò perchè tanto a loro non occorreva altro.
La loro vita scorreva felice e ordinaria finchè un giorno il Principe non tornò a casa e disse alla Damigella, "venerdì trova una scusa per non lavorare e vieni via con me".
Nonostante l'iniziale ritrosia, la Damigella riuscì a liberarsi degli impegni lavorativi e passò tutta la settimana nell'ansia di scoprire dove il Principe voleva portarla. La sera prima del fatidico giorno poi il Principe si presentò a casa quasi alla mezzanotte, e nonostante Lui avesse asserito che si era dovuto fermare in ufficio a scrivere un contratto che sarebbe servito al suo collaboratore il giorno dopo, Lei non ci cascò mica tanto, ma andò a letto e per 8 ore non ci pensò più.
Il giorno dopo partirono per un lungo viaggio che li portò alle pendici delle Montagne Ubriache, dove le foreste erano arancioni e verdi, le colline piene di viti e i torrenti impetuosi e cristallini.
E lì, nella splendida cornice di un bosco, una cascata e un antico mulino, il Principe si inginocchiò ai piedi della sua Damigella e con la voce tremante e gli occhi lucidi le chiese di diventare la sua Regina e di passare il resto della sua vita con Lui.
Inutile dire che la prima reazione della Damigella fu di cercare un'ambulanza per salvarla dall'infarto furente che aveva in corso.
La seconda fu di mettersi a piangere come un vitello.
La terza fu di prendere per mano il suo Principe e sedersi su una panchina di legno coperta da una tettoia di legno e muschio che gocciolava pioggia fredda e luccicante sulle loro gambe, perchè in piedi non si reggeva più.
E lì, stringendosi al petto il mazzo di fiori rossi e bianchi che le aveva donato, cominciò a leggere la lunga lettera che accompagnava il minuscolo pacchettino abbandonato nel suo grembo.
Poche righe, e anche la mandibola la abbandonò.
Alzò gli occhi dal foglio di carta e proruppe con un sonoro 'ma tu sei matto!!!!'
'no perchè, non dovevo, sei arrabbiata??'
'...no.. bè, no... ma queste cose non le fa nessuno da due secoli almeno!'
'e allora? Io l'ho fatto anche se vivo in questo secolo'
'tu sei matto'
Per rendervi partecipi, la lettera recitava così 'bla bla bla emozionato... bla bla bla cuore a mille.... bla bla bla, l'ho fatto...  sono appena tornato... bla bla bla erano mesi che volevo farlo... bla bla bla... SONO ANDATO A CHIEDERE LA TUA MANO AI TUOI GENITORI'.
Ora, in una favola qualsiasi sarebbe anche comprensibile. Ma come avrete ben capito, miei furbi amici, qui si sta parlando della MIA favola, e l'altro giorno ho finalmente capito che è inutile, che nella mia vita non c'è mai stato, non c'è, né ci sarà mai NULLA di normale.

E ora mi ritrovo del tutto improvvisamente un brillocco al dito, un fidanzato ufficiale e dei genitori impazziti; delle amiche agitatissime che non fanno altro che urlare al telefono, una sorella che piange da 3 giorni, una nonna che ha bisogno costante di una bombola di ossigeno ogni volta che le viene in mente e, santocieloparadiso, un matrimonio da organizzare per data ancora da destinarsi.

Cos'altro dirvi? A voi nulla, a Lui...... che sono pazza di te, e che mi hai regalato il giorno più bello della mia vita.... Per sempre.

martedì 16 novembre 2010

Il Bello della Convivenza

Questo mio post vuol essere più che altro un avvertimento a tutti i miei fedeli lettori e non: nel caso in cui da un giorno all'altro non dovreste veder più scorrazzare le mie dementi parole tra i commenti dei vostri blog, allora vi consiglio di scendere al più vicino fruttarolo e di acquistare qualche arancia freschissima da portare al più grosso istituto carcerario ove senz'ombra di dubbio sarà rinchiusa a vita la sottoscritta.

Il perchè è presto detto: sto organizzando nei minimi dettagli un diabolico e sanguinoso piano per eliminare nella maniera più cruenta possibile il mio adorato CoinquilinoAmoroso.

Vi assicuro che appena vi dirò la ragione del mio folle gesto correrete a frotte per aiutarmi....
Torniamo indietro di qualche ora, cioè a questa mattina, quando la Vostra futura galeotta si beava del caldolino del suo piumino, avvolta dalle braccia del suo amore, con la testolina tuffata nel più dolce dei sogni (ME che bevevo una cioccolata calda dal petto di Brad Pitt, che si era lasciato dalla Angelina mentre giurava di voler sposare me e solo me), con ben UN'ORA e UN QUARTO di sonno davanti. Non 10 miserrimi minutini, non una mezz'oretta scarsa, ma un'intera ora più un fantasticissimo quartodorina bello cicciotto.

A quel punto comincia la mia personalissima tragedia, che a breve si sarebbe trasformata in un calvario che neanche Gesù si sarebbe immaginato: suona una sveglia. E nossignori, non la mia. Quella del CoinquiA. Già questo sarebbe motivo di amputazione di un arto, per non dire di qualche inutile appendice.
Aggiungo un dettaglio di peso non irrilevante: l'alzata del CoinquiA era prevista esattamente un'ora dopo il devastante, irritante, esasperante trillo del telefonino, che per quanto dolce possa essere la suoneria scelta, ad una certa ora spacca i maroni tanto quanto la Campana di Notre Dame suonata direttamente dentro le orecchie.
Fosse finita qua. No. NOOO!!!! Maledetti cellulari di nuova generazione con l'impostazione 'RIPETI A INTERVALLO DI MINUTI TOT'. Per non parlare di quelli che inseriscono l'impostazione ogni 10 minuti...!

Si, avete capito bene, il CoinquiA fa squillare la sveglia ogni 10 minuti per tutta l'ora che precede la sua regale alzata di culo dal letto. E ciò non è successo solo questa mattina, ma per tutte le mattine della nostra vita insieme, sabati compresi, con la differenza che io il sabato potrei dormire fino all'una che sarebbe un pò il mio primo giorno di weekend, quello che ci si riprende da una settimana di sbattimenti, corse, nervosismi, impegni, caos, spese, lavoro, cene, corsi di, e tutto quello che è racchiuso nell'arco temporale lun-ven.

E se il funesto e continuo trillino che arriva da sotto il suo cuscino ogni 10 minuti della mia preziosissima ultima ora di nanna solitamente mi fa fare solo brutti pensieri di sangue e dolore che poi si dissipano tra la prima pipì e la sciacquata di faccia mattutina, stamattina l'aver interrotto un libidinoso sogno con dentro proprio Brad Pitt in 'Thelma & Louise Look' ha decisamente cambiato i miei progetti per il futuro: altro che amoresposamifacciamodiecibambinirestiamoinsiemepersempre; col cavolo, PREPARATI A MORIRE!!!!!

D'altronde, con un movente del genere, quale giuria mi condannerebbe??? ;D

venerdì 12 novembre 2010

Promemoria #1

"è vero, testato e riprovato che le trattorie e i ristoranti a menu fisso i cui parcheggi sono pieni di camion e furgoncini sono i migliori in assoluto. Camionari e muratori SANNO dove andare a mangiare, e dove trovare un ottimo rapporto qualità/prezzo."

PROMEMORIA #1/A
"prima di entrare in questi goduriosi luna park delle papille gustative, indossare, nell'ordine, una cintura di castità senza serratura e possibilità di apertura, un burqa color topo con strascico lungo un paio di metri, una maschera in gomma di Topolino e un berretto da notte in lana fatto dalla nonna nel 1986. Senza, sai quando entri, ma non sai come ne esci."

(un saluto caloroso a Uriko, gaio portabandiera dell'orgoglio nazionale lettone)

Buon week, vi voglio bene!
Candy

mercoledì 10 novembre 2010

Tutto ma in bocca no

Potete farmi di tutto.
Tagliuzzarmi la pelle, pestarmi un callo, strapparmi i capelli. Al 99% non avrete nessun tipo di reazione.
In fondo, sbatto di qua e di là, mi prendo spigoli nei fianchi e piedini di tavoli negli alluci senza fare una piega, col risultato che a volte sembro Rocky dopo l' incontro con Ivan Drago, ma senza avere la minima idea di quando sia avvenuto.

Insomma sopporto di tutto ma: non mandatemi dal dentista. Mi sudano le mani, il cuore va a mille, piango in continuazione, invoco gli angeli e tutti i santi del paradiso, maledico la nonna dell'ignaro dentista per aver anche solo pensato di metterne al mondo la madre, quella zoccola, invento tutte le scuse possibili e immaginabili per poter trovare una via di fuga dall'incombente destino, ma non ce n'è. Tutto ciò per i tre giorni precedenti. Il giorno stesso invece, quello del martirio tutto fuorchè volontario, mi alzo con la salivazione azzerata, gli occhi iniettati di sangue e folle terrore allo stato puro che mi scorre nelle vene e che mi provoca paralisi facciali e vocali (e benedetto sia quel Signore che per una volta tanto me ne sto zitta).

Toccatemi dappertutto, ma non i denti.

Una volta mi è venuta un'infezione tra i muscoli del collo, un ascesso che mi stava scendendo giù nei polmoni.
Dopo una settimana di agonia mi ricoverano d'urgenza di sabato, programmano l'operazione per il lunedì, la domenica entra il Professore per il giro delle visite, mi guarda con occhi socchiusi in un'aria di sadica sfida e mi fa 'che ne dici di evitare un'anestesia totale e di fare la coraggiosa per 5 minuti?'
Ok dico io, lo sguardo perplesso, così mi porta in saletta medicazioni, mi fa tenere ferma da due infermieri, e con bisturi e forbici in mano mi dice, gli occhi da pazzoide fuori dalle orbite e il tono vagamente compiaciuto: 'ora stai ferma perchè andrò dentro con questi a tagliarti la gola, e se ti muovi finisce che ti ritrovi senza lingua' (testimoni mia sorella e le mie cugine che, stronzissime, si erano messe ad origliare e a ridacchiare dietro alla porta dell'ambulatorio lasciata socchiusa).
Ecco, io ho sopportato un'operazione della durata di almeno almeno 3 minuti a gola aperta, estrazione con lunghe pinze di materiale non ben identificato e tre ore di sputazzamento di sangue, il tutto condito da un Professore pazzo che mentre scavava nella mia gola canticchiava 'la donna immobile', senza fare una piega e (quasi) senza piangere. Si insomma, più o meno. In cambio però ho ricevuto una dose di morfina da stendere un cavallo, una più che giusta e graditissima ricompensa per passare serenamente la notte.

Il dentista invece, oh il dentista! Il pensiero di avere 3 sedute dal dentista in 4 settimane invece mi ha fatto sbarellare notte e giorno, alternando fasi di insopportabili piagnistei in cui mi sarei presa a calci da sola, ad altre di nervosismo acuto in cui invece mi sarei autoinflitta ben volentieri dei sonorissimi ceffoni.

La mia fobia arriva ad un limite tale che riesco a scriverne solo dopo esserne uscita.
Ma dico io, ci saranno al mondo altri ipocondriaci dell'odontoiatria! Su, non fatemi sentire sola.

Bacini. Anzi no. Mi fa male la bocca.
Candy