martedì 11 dicembre 2012

In alto i termometri

Oggi parliamo del luogo comune per eccellenza, quello che si scodella come rompighiaccio col dirimpettaio, col salumiere, con il completo sconosciuto alla fermata dell'autobus, per chi prende l'autobus: il tempo atmosferico.

Nella fattispecie, il freddo polare è sceso sulla nostra penisola tutto ad un tratto per cui ora fa molto freddo.

Bene, ho esaurito l'argomento.

Anzi no, volevo rendervi eruditi del fatto che io, quando fa molto freddo, mi impigrisco scandalosamente, non voglio alzarmi, poi ho sonno tutto il giorno e quando arriva sera...dormo.
Dormo nove ore almeno per notte, che sono tante rispetto allo standard molto basso degli ultimi due anni, poi mi sveglio e mi lagno che vorrei essere un orso per andare in letargo per sei mesi.
'Lo dici tutti gli anni appena arriva l'inverno', mi ricorda il mio premuroso CM, e io ribatto dicendo che noi umani stiamo facendo tutto contro natura, che gli orsi, che continuano a capire tutto, si rinchiudono nelle loro cavernette calde piene di cibo e dormicchiano tutto il tempo ficcandosi in bocca una ghianda di tanto in tanto, ed è così che dovremmo fare anche noi.
'Allora tu dovresti chiuderti nel magazzino di un supermercato', decreta il mio amorevole CM, mentre sconsolata annuisco pensando che sarebbe proprio bello, ma non succederà mai.

Toh, e anche quest'anno è stato fatto il post sugli orsi, il loro letargo, e le mie lamentele sul freddo.

mercoledì 28 novembre 2012

L'ago malefico

Quando poco meno di dieci mesi fa cominciai a vomitare e a quasimorire pesavo 64 chili. Sessantaquattrochili. Alta neanche un metro e settanta, sessantaquattro chili io non ce li ho mai avuti, e a me la sola idea mi faceva sentire al limite dell'obesità personale. Ma neanche i sessantacinque che avevo il mese precedente, non ce li ho mai avuti, motivo per cui mi ero messa a massacrarmi di Zumba.
Mi sentivo gonfia, anzi più che altro gonfiata, di faccia, di culo, di cosce e di cellulite, e anche incredibilmente ciccia, io che fino ai 25 anni mi son sempre tenuta sotto la soglia dei sessanta, e dopo il quarto di secolo, appena sopra.

E insomma, passato il patatrac e rientrato l'Allarme Ictus, come in ospedale riesco a reggermi sulle gambe comincia il mio peregrinare verso il bagno una, due, tre volte in un'ora, e me lo ricordo bene xchè in realtà non avrei potuto alzarmi, tanto che mi avevano messo il pannolone, ma il mio blocco psicologico dinanzi all'idea di farmela addosso mi portava a corrompere il familiare/l'infermiera di turno con lacrime e lagne stracciaballe - 'eccoooo non sono morta mi ucciderà il non andare in bagnoooo' - 'lo so lo sento mi si è rotta la vesciiiicaaaa' - 'guardatemi sto diventando giallaaaa' - si, lo dicevo per davvero. Ecco perchè mi ricordo bene che nella prima settimana di degenza andavo a pisciare dalle 15 alle 20 volte al giorno, senza esagerare.
Poi mettiamoci che nel mese seguente, tra la ripresa non facile, i farmaci, poco appetito, non è che ingurgitassi il mio solito chilo e due/chilo e tre di cibo a pasto.... risultato, 5 chili volati dalla finestra senza troppo faticare. E' bastato solo un ictus in fondo, checcevo'.

L'altro lato della medaglia però, lo lasciavo a faccia in giù, evitando di guardarlo, così come evitavo di guardare il lato B delle mie carni.
Il giorno in cui infine l'ho fatto - iiiiiiiiihh, ho risucchiato forte l'aria dalla bocca come se mi fossi trovata di fronte uno degli zombi dell'alba dei morti viventi, e in effetti ho visto na roba brutta: avevo le chiappe alle ginocchia e le cosciotte a groviera. Altro che culotte de cheval, chiappot d'elefant.
Smettere la pillola in modo drastico e definitivo mi aveva aiutato sì a sgonfiarmi e spisciarmi, ma dieci anni di ormoni si erano attaccati al mio culo come pipistrelli ai rami all'interno di quel palloncino sgonfio che sembrava la mia pelle.

Checché ne si dica e checché ne si faccia, il trittico vincente è e rimarrà sempre nei secoli dei secoli solo e unicamente uno:
1.dieta sana;
2.palestra o movimento fisico;
3.massaggi estetici.
Scegliere di concentrarsi solo su uno di questi non serve a un fico secco, due su tre è già molto, tre su tre è l'arma vincente per avere un culo come la Gisele Bundchen.

Io ovvimente mi sono impegnata anima e -soprattutto- corpo solamente su uno di essi, e altrettanto ovviamente sul più semplice, regalandomi un ciclo di massaggi linfodrenanti mezzobody. Na goduria.
Poi il pacchetto è finito, come è finito agosto, portandosi via il sole (e l'abbronzatura, che è l'estetico naturale anticellulite per eccellenza), e le ferie (e quindi il tempo, anche quello da buttare spalmandosi per ore ogni tipo di cremina che tanto non ho altro da fare). Nel frattempo ho ricominciato a magnare seriamente, e l'ago della bilancia è tornato su.

Che poi è un ago virtuale, il mio, perchè mi peso con la Balance della Wii, che tra l'altro è una gran stronzona perchè non te le manda a dire: 'oh! vedo che hai messo su peso dall'ultima volta!', 'oh, sono passati 159mila giorni da quando ti sei allenata!', 'guarda che è importante fare attività fisica!', 'ma la segui una dieta bilanciata?', mafatticazzituoi no???

Quando ho visto che sono tornati i sessanta, ho pensato 'eh, ma dai però, na rassodatina di qua, na rassodatina di là e vedi che van bene lo stesso!'
Quando sono tornati i sessantuno mi sono accigliata, ho detto le parolacce e mi sono informata su cosa potevo fare di bello esclusa la Zumba, dato che il mio Doc.DeiMieiStivali non voleva farmela fare.
Quando sono tornati i sessantadue, ho imprecato in maniera molto seria, ho mandato mentalmente affanculo il Doc.DeiMieiStivali e sono tornata a Zumba, contando sul rincoglionimento totale della segretaria della palestra, che è un mese che non si ricorda che io il certificato medico non l'ho mica portato, e speriamo continui così.

Inoltre, sto saltuariamente dando guerra ai carboidrati, che respingo a colpi di petti di tacchino, polpettine di manzo e persico in padella, in battaglie che hanno toccato anche i dieci giorni di assedio.
Insomma, niente di serio, che è inverno e c'è bisogno di sostanza in tavola, se no divento na bestia nera col pus che cola dagli occhi, però un pò di equilibrio in cucina ci vuole.

Ebbene, è con gioiosa soddisfazione che vi annuncio che quella stronza della Wii ieri mi ha fatto i complimentoni: -1 kg e 700 in un mese! Vediamo se per Natale riesco a fare altrettanto, così da far posto per i pasticci, i pandori, gli arrosti e le creme al cioccolato.

E ricordate: sessanta, settanta, ottanta, cento: i numeri non contano, l'importante è star bene con sè stesse, solo così si è bellissime. Detta la mia, prendo e me ne torno via.
Love, C.

martedì 4 settembre 2012

Qualcosa da ricordare

Oggi è il mio compleanno.
Un anno fa stavo scendendo dalle montagne completamente coperte di piante di thè dell'isola di Sri-Lanka, a bordo di una non ben identificata auto guidata da un vecchio cingalese con la cistite. Il viaggio è durato tutto il giorno perchè sto pover'uomo doveva fermarsi ogni ora a far pipì, eppoi anche perchè in quell'isola non esistono superstrade veloci e ben curate, ma solo infiniti tornanti e sorpassi azzardati in pochi metri di rettilineo. Tipo che se ti trovi un autobus davanti, ti devi mettere in coda per un'ora o due.
Alla fine siamo riusciti ad arrivare a Colombo, sfiniti e stremati non solo da sette ore di auto e curve, ma anche da un'intera settimana passata a trottare da una parte all'altra dello Sri-Lanka a vedere Buddha, visitare vecchie rovine, accarezzare gli elefanti e dar da mangiare alle scimmie.
Ma poco ci importava: ci attendevano la cena, cinque ore scarse di sonno, un'aereo con destinazione Atollo di Ari, Maldive, e altre due settimane di viaggio di nozze da sogno.
Ricordo il nostro atterraggio, a mezzogiorno, all'aeroporto di Male, e poi il viaggio in idrovolante, l'oceano sotto di noi che sembrava che allungando le dita si riuscisse a sfiorarne l'acqua verde, ed infine il resort.
L'idrovolante è atterrato sull'acqua, siamo scesi sul pontile di legno e come in un sogno abbiamo camminato lungo la passerella fino alla reception. O meglio, ci siamo trovati dentro senza accorgercene, perchè non c'erano porte, nè mura nè tende, solo un tetto di canapa e tanti fiori che ne scendevano, ed avendo ancora le scarpe addosso non ci eravamo accorti che il pavimento era diventato di morbido legno, anzichè di sabbia battuta.
Ci hanno fatto accomodare in uno dei divani, ci hanno servito del thè freddo filtrato, e ci hanno detto di attendere qualche minuto che ci sarebbe stato spiegato tutto. Noi non se ne poteva più, c'erano 40 e passa gradi, avevamo i jeans e le maglie di cotone a maniche lunghe, dentro alle scarpe sentivamo le rane e a cinque metri da noi scintillava il mare.
Eppure ricordo bene che quando è arrivata Francesca e ha cominciato a parlare, ad un certo punto la volevo baciare in bocca: ci diceva che l'atollo era lungo quattro metri, largo al massimo quattrocento, che si poteva girare a piedi, in bici o con le macchinine elettriche che funzionavano da piccoli autobus a sei posti; ci diceva che la barca per fare snorkeling partiva due volte al giorno per raggiungere il reef e che l'attrezzatura si ritirava al centro sporting e poi si poteva tenere fino alle 19; e poi ricordo che ci diceva che c'erano sei ristoranti, due internazionali, uno maldiviano, uno italiano, uno asiatico e uno di sushi, che potevamo andare dove volevamo e che solo quello giapponese si doveva pagare, gli altri erano compresi nel prezzo, come tutto il resto d'altronde, e allora lì ricordo che mi sono voltata dall'altra parte xchè mi sono salite le lacrime agli occhi dalla commozione.
Finalmente ci ha accompagnati al nostro bungalow, grande il doppio del nostro intero appartamento, col tetto di paglia, il letto pieno di fiori di frangipane, il salottino con gli omaggi per gli sposi, i cappellini, i parei e la tortina nuziale e il bagno con i due lavandini, la vasca e le due docce, una delle quali fatta di pietre, all'aperto in mezzo alle piante e ai gechi. Si, avevamo un giardinetto in bagno.
Una parete della camera era interamente di vetro, e dava sulla veranda con un altro divano, angolare questo, il tavolino e le sedie, la qual veranda di legno poggiava sulla sabbia bianchissima. Avanti una decina di metri, i nostri sdrai con l'ombrellone di paglia, e oltre, l'Oceano Indiano, verde, azzurro, blu e scintillante. I bungali confinanti distavano una decina di metri, tutto era circondato da alte palme, folte siepi, e piante di fiori coloratissimi, la pace era assoluta.
Francesca ci augura buona permanenza, ci saluta, chiude la porta dietro a sè. Io mi volto, guardo mio marito, non so che dire, vorrei urlare, non so se farlo che poi magari lo infastidisco, ma poi chissenefrega, allora urlo, e nello stesso istante urla anche lui, e saltiamo assieme, ci abbracciamo, lui mi alza e mi fa girare forte, e non posso fare a meno di piangere.
Tutta la stanchezza, la tensione di mesi di preparativi, il matrimonio, la partenza qualche ora dopo aver buttato fuori di casa l'ultimo ospite, un'intera settimana di tour devastante, il mio alluce rotto, il jet lag, spazzato via, assieme ai nostri vestiti, alle scarpe (che non avremmo più usato per due settimane, anzi, dopo qualche giorno non usavamo neanche più le infradito, alle Maldive si gira scalzi), in cinque secondi, un costume, la corsa verso l'acqua, e il primo, meraviglioso, indimenticabile tuffo nell'azzurro più azzurro che c'è.
Tutto urlando.

Oggi, sono seduta ad un caffè vicino a Ravenna. Piove. Sto lavorando. Sono in premestruo. Ho le palle girate a causa di una collaboratrice particolarmente rincoglionita. Le prossime ferie sono a Natale.

Devo aggiungere altro? Tanti auguri a me.

martedì 31 luglio 2012

Un'estate al mare

Hey babies......como estas? Io vi lovvo sempre eh......è che il blog mi è sceso. Si vede sempre meno gente in giro, meno post, meno commenti, tanto che è passata la voglia anche a me.

Non vedo più condivisione. Non vedo più pareri, consigli, sostegno, e soprattutto critiche, costruttive e non. Sia da me, che non s'è mai visto tanto traffico per carità, sia dalle amiche più care, salvo forse da una sola di loro, ma anche lì sento emozioni trattenute, parole scritte con una patina di autocensura, quasi si debba sempre ipocriticamente inneggiare al sorriso, alla positività a tutti i costi, che a volte mi prudono i polpastrelli, perché mi vien voglia di rispondere ai commenti con coloriti mavvaccagarevà.

Poi metteteci che da qualche tempo faccio parte di un gruppo su FB di sole donne, dove mavvaccagarevà è la parola d'ordine. Lì c'è schiettezza, condivisione, rabbia, sfogo, sostegno senza ipocrisia alcuna. Se non c'è accordo, o c'è il silenzio stampa, che apprezzo molto di più di un falso 'maddai cosa dici non è vero', o c'è uno schietto 'io non la penso così, due punti:'. Lì ho trovato l'antico spirito bloggaro che tanto mi piacque anni che furono e che vedo ormai inesorabilmente perso. Ecco perchè alla fine stare qui non mi piace più.

Lascio il blog? No.
Lo prendo con un altro spirito, che forse molti di voi hanno già, ma che per me è nuovo: scriverò (molto poco, temo) per me e solo per me. Così quando torno, ho modo di trovare frammenti di ricordi persi dalla mia lesionata memoria a breve e lungo termine ma fissati qui.

Si lo so, è un post antipaticissimo che farà pensare ai più 'ma che antipaticissima che è diventata sta qua!', ma sapete che vi dico? Invece, io, sono simpatica.

Intanto vado in ferie, come tra l'altro faranno in molti visto che è agosto, quindi viva l'originalità. Quando torno forse farò uno di quei noiosissimi post che raccontano per filo e per segno la vacanza day by day, magari corredato da qualche fotina....hahahahahaha no non temete non potrei mai farlo! Tranquilli, farò un lungo post dove mi lamenterò tantissimo di essere tornata, di dover lavorare, di non poter stare a casa ancora, che le vacanze sono volate, e che manca tantissimo a Natale e quindi alle prossime ferie.
Che culo, non vedo l'ora di leggere il mio prossimo post.

Buona estate, gente. La mia lo è, e ha tutti i presupposti per continuare ad esserlo.

martedì 12 giugno 2012

Se c'era una volta, un motivo c'è

C'era una volta una bella bambina che girava con una fascionissima mantella rossa, che tutti chiamavano Cappuccetto Rosso. Un giorno andò a trovare la nonna che viveva nel bosco, ma incontrò un lupo che la fece secca, lei, e poi pure la nonna.

C'era una volta un paio di fratellini sfigati, a nome Hansel e Gretel, che girovagando nel bosco incontrarono una megera che li attirò nella casetta di marzapane con dei lecca lecca luccicanti, e poi li mise all'ingrasso per mangiarseli.

C'era una volta la Bella Addormentata nel Bosco, che, cosa ve lo dico a fare, dormiva in un bosco. Ma mica bene eh, che a dirla così magari fa invidia, no, lei ci dormiva perchè vittima di un maleficio di una strega cattivissima.

C'era una volta Pollicino, che venne mollato nel bosco dai genitori insieme ai fratelli in balia di un orco mangiabambini, che ancora non esistevano gli assistenti sociali, poveri.

C'era una volta Biancaneve, che se all'inizio pareva passarsela meglio, lì, nel bosco, coi sette nani (mica scema), poi incontrò una vecchina che l'avvelenò, e ci rimase secca pure lei.

C'era una volta Bambi, che viveva nel bosco, poi arrivò il cacciatore che gli stecchì Mamma Bambi.

C'era una volta pure Alice nel Paese delle Meraviglie, che, ve lo dico, io già a sette anni avevo capito che quei funghi erano di quelli giusti, e in più sta scema si mette a correre dietro ad un coniglio che si addentra nel bosco, ma bambina mia, poi non ti lamentare se te ne succedono di tutti i colori.

E' che voglio fermarmi qua xchè il punto è un altro, ma potrei andare avanti fino a stasera.
Volevo farvi notare il comune denominatore che hanno suddette favole, che poi, da quello che so, le favole non dovrebbero insegnare ai bambini come stare al mondo?
E infatti: a me questi personaggi appena menzionati hanno insegnato la lezione numero uno: stai lontana dal bosco, che è morte, violenza, sangue, cattiveria, putridume, schifo, cacca.

Bene, detto ciò, e tornando ai giorni nostri, dovete sapere che dietro casa mia c'è una Collina, sacra alla Patria, bassa, piatta, lunga all'incirca una ventina di chilometri, attraverso la quale scorre il Fiume Sacro alla Patria: un gioiello prezioso, colmo cicciotto di storia, siti culturali, sentieri naturalistici, bellezze paesaggistiche, e tanto, taaanto bosco. Pensate che fu la Serenissima Repubblica a decretare che sulla Collina non ci poteva abitare nessuno, quella volta lo fecero per preservare il controllo dei collegamenti fluviali, però poi non è che siano cambiate molto le cose da allora, perchè ancor oggi si erge una casa qua e là, qualche minuscolissimo borghetto da 4-5 dimore l'uno, e una maniciata di abitanti che in tutto non credo raggiungano il centinaio.

Insomma, il CM vuole prendere residenza laggiù.

Io sono disperata.
A parte che Wikipedia sottolinea entusiasticamente che la Collina è tra le zone della Regione più ricche di biodiversità a livello faunistico, ma mi ci vedete ad andare in giro con la lupara da difesa con addosso na' mantella di lana a cercare funghi allucinogeni cercando di schivare vecchine con mele avvelenate?
Bisogna che al prossimo compleanno gli regali una Raccolta dei Fratelli Grimm, al CM, vediamo l'effetto che fa.

Vi farò sapere, ma la vedo pelosa. In tutti i sensi.

lunedì 11 giugno 2012

L'allegria del fuzzia

Uh volevo farvi vedere come ho coordinato la Collana Pink della Libby.


Premetto che i colori della foto sono scialbi e spenti, ma che nella realtà si tratta di tonalità scintillanti. Tipo, il verde, è MOLTO verde. Ecco.


Mi sono sentita Barbie per un giorno, viste le scarpe (che ho riciclato, visto che le ho comprate più o meno 5 o 6 anni fa, quando per un'estate andavano le scarpe in vernice colorata). Non si vede molto dalla foto, ma sono dello stesso fuzzia della collana.
La camicetta è Oviesse presa all'incirca a fine marzo per il modico prezzo di euri 14,90.
Pantaloni Benetton di miliardi di anni fa, jeans colorato molto leggero per la precisione, non usando quasi mai i pantaloni d'estate sono quasi nuovi.
Orecchini che fa una mia amica, in silicone sottile sottile, quindi leggerissimi (se vi interessano costano 7 euri e sono di tutti i colori possibili e immaginabili).

Voilà l'outfit per questa giornata estivissima!

Baci buon weekkkk!!!!!

martedì 5 giugno 2012

Una settimana in un post

Non mi piace raccontare le mie giornate per filo e per segno, lo trovo noioso, ma oggi è doveroso.
(Ah, ve lo dico, tanto per informarvi: voglio le ferie, non ce la sto facendo. Anzi, voglio morire, così è bell'e che finita.)

Il Libbyncontro

Cinquanta giorni dopo, eccomi a dire la mia sul mitticco blogincontro della scorsa settimana.
Insomma ero lì seduta a sudare sul sedilino della macchina, col cellulare in una mano e block-notes nell'altra, e una pazza bionda mi apostrofa con un 'signorina ma è il modo di parcheggiare????'.
A parte che avevo parcheggiato benissimo, l'avrei riconosciuta tra mille (cit.): come dicevo, bionda e pazza, con gli occhiali blu come i suoi occhi, e vestita benissimo, altro che sciatta come si descrive, forse anche troppo per lavorare da un buzzurro come il Messia.
Libby è come si legge nel suo blog: allegra, spumeggiante, coinvolgente. Ma Libby non è come si legge nel suo blog, per certi versi è molto meglio. Per carità, a volte è giù e allora si lamenta anche dell'aria che respira, ma in realtà è una roccia addosso alla quale sono arrivate una quantità di palle di cannone che basterebbero per tre vite, è normale che talvolta ci sbrocchi. Personalmente credo di avere un quarto della pazienza che ha lei. Si, io sarei già in gattabuia da un pezzo.
Vabbè, sia quel che sia, sono arrivata a casa e il CM mi dice 'ma non è che sta tua amica c'ha il pisello? Sei stata via un sacco!'. Che volete farci, quando noi femmine si sta bene a chiacchierare, si perde la nozione del tempo.

Il Due Giugno

Credo che mai Festa della Repubblica sia stata meno sentita da me medesima. Un pò per le polemiche sui festeggiamenti che, inutile dirlo, a mio parere dovevano essere sospesi, un pò xchè cadeva di sabato, e quindi niente ponte.
Noi siamo stati a pranzo dalla suocera con la suocera e le cognate, insomma, le nostre famiglie con mamme, papà e sorelle, si sono riunite allo stesso tavolo per mangiare e mangiare e mangiare, ed è stato come al solito molto bello, talmente bello che siamo tornati a casa quasi alle sei del pomeriggio. Per dire.
Ma la cosa eclatante da riportare è che prima di pranzo la Bob è scesa a dirmi che ha dato la disdetta dell'appartamento, che non va via per noi ma perchè c'è il cane, che i cani non le piacciono, che lei ha i gatti, e menate varie. Io le ho ribadito che non m'importa il motivo per cui va via, vivaddio siamo ancora cittadini liberi, ma che mi ha dato molto fastidio il suo atteggiamento, ovvero aver comunicato la sua dipartita a tutti fuorchè a me, e avermi tolto il saluto. La sua giustificazione è stata che sta passando un periodo di merda.
A me non mi frega un fico secco sinceramente. Per lei è SEMPRE un periodo di merda, da quando la conosco; non mi permette di starle vicino, di darle una mano in nessun modo, e soprattutto non concepisco il fatto che, anche se sta di merda, non mi saluta e manco mi guarda in faccia. Hai avuto una pessima giornata? E chi ti caga. Voglio dire, ti si legge in faccia, ti lascio stare, e non mi sogno manco lontanamente di intavolare qualchessia discussione. Ma se ci incrociamo nel cortile un 'ciao' non si nega neanche al cane, a casa mia.
Forse sto diventando intollerante a tutto come i vecchi ottantenni, ma sono arrivata ad un punto che non corro dietro più a nessuno. Perciò, che vada. Spero solo che arrivino delle persone simpatiche che se esco a buttare la spazzatura e loro stanno entrando, che alzino la testa, mi guardino in faccia e sappiano dire 'buonasera', che qui neanche quello si usa fare più. Bah.

La Festa

E domenica, alfine, la festa Anni 50 di cui vi parlavo.
La mattina apro il balcone e vedo il cielo che fa 'no-no' col ditino. 'Col cavolo', dico io, mi stendo sul letto, strizzo forte gli occhi e impongo le mani verso la finestra facendo uno strano verso di concentrazione, tipo 'ffffffffffffuu', con la F molto marcata. Il CM vuole chiamare la croce verde, ma io lo costringo a fare come me: 'è per mandare via le nuvole, se lo fai credendoci forte, funziona'.
Il CM non sarebbe il mio degno compagno se non si facesse coinvolgere, ed ecco due cretini stesi sul letto con le braccia alzate a fare 'ffffffffffffuu'. Si lo so siamo scemi.
Però ha funzionato. Ha solo fatto un paio di acquazzoni da cinque minuti l'uno, e neanche tanto forti, che stringendoci sotto il gazebo ci siamo riparati tutti. E' stata una festa bellissima e soprattutto ben riuscita, con pasta fredda, insalata di riso, hot-dog sulla piastra e musica rigorosamente anni '50, con momenti di lenti guancia-a-guancia e altri molto rockabilly dove abbiam ballato come pazzi.
................Miiiiiiiii che pettegole, guardate che lo so cosa state aspettando che vi racconti!!
Eh, con gli Amici Simpatici non è successo niente, non ho fatto loro dispetti, e nonostante un iniziale momento di volontaria apartheid, alla fine si sono mischiati con tutti gli altri, e si sono pure divertiti molto.
Rimane sicuramente che mi stanno sulle balle xchè non mi considerano di striscio, ma è più che altro un fastidio, xchè vi assicuro che posso sopravvivere.
Tipo, due di loro il prossimo anno si sposano. Domenica hanno preso il CM in disparte e gliel'hanno comunicato. Io l'ho saputo dal CM il giorno dopo. Voglio dire, se hai considerazione per me visto che sono pure la moglie del CM, e non la morosetta di turno da non calcolare, ci prendi TUTTI E DUE in disparte, assieme, e dai la lieta novella ad entrambi. No?
O che non abbiano intenzione di invitarmi?????? Oh, che disperazione se fosse così! Che tedio! Non ci dormirò la notte finchè non vedrò la partecipazione!!

Bene care amiche, sono giunta alla fine di questa lunga e noiosa cronostoria degli ultimi sei giorni. Vi dò appuntamento alle prossime due ore libere (aiut), e vi lascio con una fotina rappresentativa di domenica.

(no, non è una foto di due splendidi modelli della nuova campagna di D&G o Versace....eheheh. .....dai, siamo io e il CM!!!)

lunedì 28 maggio 2012

Una seconda occasione per tutto

Domenica prossima, tempo permettendo, ci sarà una festa in stile anni 50 che la sottoscritta in uno dei suoi soliti momenti di follia, ha pensato bene di organizzare nel giardino di casa.
Gonne a ruota, calzini bianchi, fili di perle, lambrette e Elvis inonderanno la nostra proprietà in un'orgia di allegria (si, dovevo fare la pubblicitaria).
In un momento di follia ancora più intensa, ho deciso che tenere il muso a chicchessia, perseverare nei vecchi (e nuovi) rancori, e tenere chiuse porte che sembravano sbarrate, è un'inutile perdita di tempo ed energie, che in fondo chemmenefrega, che arrabbiarsi con la gente è facile ma farsela passare lo è ancor di più.

Insomma, è tornata la solita Candy! Ma con un pizzico di malizia in più: se la gente non coglierà il mio rametto d'ulivo stretto nel palmo accondiscendente della mia mano, cazzi loro: io passerò definitivamente dalla parte della ragione, gli altri dal torto marcio. Tiè.

Incredibilissimo ma vero, quando il CM ha espresso l'intenzione di invitare i suoi amici, io gli ho risposto con un cordiale 'ma certo'.
'Ma certo, tipo fallo e sei morto, o certo ok va bene?'.
'Certo ok va bene'.
'Hai la febbre?'

Eh, voi non sapete i retroscena.
Riavvolgiamo il nastro a circa nove mesi fa, quando mi accingevo a convolare.

Prima di tutti chiariamo che il CM ha amici di serie A (i suoi testimoni di nozze, fondamentalmente), con cui si vede regolarmente, e si esce spesso. E amici di serie B, che ci si vede due volte l'anno, che per me son già troppe. In questo post si parlerà degli amici di serie B.

Le mie amiche, che stavano organizzando le 'sorprese' e gli 'scherzi' agli sposi, erano state chiare con gli altri amici dello sposo:
'la sposa ha decretato che nessuno può entrare in casa. La sposa è allegra e sta agli scherzi, ma la sposa pagherà una persona per pulirle casa al venerdì, in modo che la sera del sabato, giorno del matrimonio, sia in ordine per eventuali pellegrinaggi al bagno. Inoltre, la sposa si sveglierà presto la domenica mattina, dovrà preparare i bagagli in tutta fretta per partire entro mezzogiorno per la luna di miele, e non potrà sistemare eventuali danni causati dagli 'scherzi'. Inoltre, la sposa vi conosce pochissimo, o cari amici di serie B, e non ha piacere che le entrino in casa persone semisconosciute in sua assenza. Infine, se vogliamo dirla tutta, la sposa è un pò snob, e le fan cagare gli 'scherzi' che sono in uso da trent'anni a sta parte, tipo l'acqua in casa, i pesci nella vasca, la via crucis nel cortile, e stronzate del genere. Grazie per l'attenzione'.

Ovviamente, gli amici dello sposo di serie B, pure poco amati dalla sposa, che hanno sempre ricambiato abbondantemente l'inesistente simpatia con altrettanta inesistente simpatia, di nascosto dalle amiche (le effettive direttrici dei lavori assieme ai testimoni dello sposo), si sono procurati una chiave e
hanno messo una cinquantina di bicchieri di plastica colmi d'acqua nel disimpegno che divide le tre stanze del mio appartamento, che per svuotarli si è fatto un fangaio da lì al lavello della cucina;
fatto il classico 'sacco' al letto (ooooh che scherzone originale!! Ma soprattutto INUTILE: in due secondi si risistema un letto composto da un lenzuolo e un copriletto che viene tolto in ogni caso prima di dormire viste le temperature agostane), che mi ha fatto un sacco schifo al pensiero che mani estranee e non pulite abbiano toccato le mie lenzuola dove dormo;
avvolto il baldacchino col cellophane e riempito fin quasi al soffitto coi palloncini (l'unica cosa carina che avrei potuto apprezzare se non fossi stata incazzata come una biscia velenosa);
e ...sentite questa, nascoste sei sveglie puntate a vari orari della notte in giro per la stanza. Ma non tipo dietro i mobili o sopra l'armadio.
No.
NEL.
Armadio.
IN MEZZO ai miei vestiti.
NEI cassetti.
NEL mio cassetto della biancheria intima. Quello dove teniamo anche cose 'un pò private' che sappiamo solo io e il CM.
NELLE scatole sotto al letto, in mezzo ad altri vestiti, che purtroppo non posso mettere in armadio per ragioni di spazio.
In camera mia, nel Santo Graal della mia intimità e riservatezza. Gente semisconosciuta che è entrata in casa mia, ha aperto i miei cassetti e toccato le mie cose. Ho l'ascella agitata pure ora a nove mesi di distanza che ci sto ripensando.

MA io sono zen. Ricordiamolo intensamente respirando lentamente. Sono MOLTO zen. Rimuoverò, assieme all'anidride carbonica dei miei polmoni, il fastidioso ricordo di QUANTO mi sono incazzata espirando l'aria lunghissimamente e disperdendolo nel vento.
Non penserò più che, dopo il ristorante, avevo dato appuntamento a tutti nel cortile di casa per lanciare le lanterne volanti. Cinquanta lanterne che alla fine vista l'incazzatura sono rimaste in garage. Non penserò che prima di finire in bellezza la nostra festa, ho dovuto entrare in casa in tutta fretta perchè mi stavo pisciando addosso. Non penserò che il passaggio per il bagno era bloccato dai bicchieri. Non penserò a tutte coloro che mi hanno aiutato a svuotarli, le mie amiche, mia mamma e mia suocera, tutte accigliatissime e tutte mute concordi che era solo una gran stronzata. Non penserò alla sgradita sorpresa quando ho scoperto che erano entrati in camera. Non penserò all'incazzatura fotonica che mi ha fatto star male per due giorni.

No. No.
Tutto svanito nel vento.

'Non ho la febbre. Certo che puoi invitare i tuoi amici. Io amo tutti. Io sono zen. Give people a second chance. Piz and love, accidenti.'

(Prossima settimana vi racconto.)

giovedì 24 maggio 2012

Una ciliegia tira l'altra

Sabato scorso sono salita sopra l'albero di ciliegie a casa dei miei dopo aver visto che domenica faceva brutto e aver deciso di rimanere a casa a riempire vasetti di marmellata.

Sono arrivata che mia mamma era già sopra, come tutti gli anni, e mi ci sono arrampicata anch'io, da tradizione, perchè le scimmie della famiglia siamo sempre state io e lei, solo che quest'anno c'avevo il papà e il maritino che gentilmente da sotto mi urlavano di scendere intervallando un sacco di insulti perchè se cado poi muoio che sono a rischio emorragia che c'ho la cosa in testa che sono malata e palle varie. Finchè la mia dolce mammina, che ricordiamo è colei che, qualche mese fa, appena lasciato il mio capezzale da moribonda, nell'uscire dall'ospedale, ha simpaticamente ricordato ad amici e parenti affranti che 'oh che culo, siamo anche vicini all'obitorio', senza traccia di ironia ma con sorprendente lucidità e franchezza, ha zittito i nostri due uomini con un altrettante parole lucide e franche 'tanto se non muore per la Cosa muore di Alzheimer'.

La mamma della mia bisnonna era un'allegra donnina che veniva dal frizzante Brasile. Il padre, ancora giovane e single, era andato a trovare suo fratello che intorno al 1870 si era trasferito in SudAmerica, con l'intento di costruirsi una vita anche lui laggiù, solo che appena arrivato, un tifone, un terremoto o una non ben identificata calamità naturale si è portata via il fratello e tutti i suoi beni su cui lui contava di mangiare.
Così s'è sposato la cognata, se l'è caricata, e se n'è tornato da dove è venuto, alle pendici del Grappa, a bere appunto la grappa e a farsi ammazzare da una mucca.
Il mio racconto non può essere più ricco di particolari per ovvie ragioni, perciò non chiedetemene e prendete per buono ciò che vi dico, fosse altro xchè mi conoscete e può essere possibilissimo che un mio avo si sia fatto ammazzare da una mucca.

La mamma della mia bisnonna, la brasiliana, mise al mondo qualche marmocchio color caffelatte sbiadito, tra cui la mia bisnonna Elvira.
Rapidamente, nel piccolo paesello dove si erano trasferiti, da La Brasiliana, cominciarono a chiamarla La Brasiliana Matta, finchè, suppergiù mentre per il mondo tutti si scapicollavano per la Prima Guerra, non diventò la Matta e basta.
Quelli erano tempi dove i contadini prendevano le malattie per quello che erano, una banale fase della vita: La Matta, finchè riusciva a capirsi se ne stette nei campi, poi venne messa a letto, poi morì senza troppa considerazione.

Nonna Elvira crebbe i suoi fratelli, e poi crebbe i suoi figli, e anche mia nonna materna, Nonna Bernarda, e io l'ho conosciuta bene Nonna Elvira, mi portava sempre in camera sua a prendere dal cassettone le mentine di zucchero, e a mia sorella la convinse a buttare il ciuccio al cane, che a tre anni non stava bene tenere sempre il ciuccio in bocca, che ormai era grande.
Un giorno quelli del paese chiamarono il figlio grande di Nonna Elvira, dicendo che era tre giorni che Nonna girava per la piazza scalza, che non si ricordava chi era, che loro la riaccompagnavano nella vecchissima casa di famiglia, ma che poi lei tornava sempre in piazza.
Nonna Elvira morì l'estate del mio diploma, a 89 anni, in un ospizio nei colli del Grappa, circondata da un sacco di bambolotti e stringendo un Ciccio Bello tutto inzaccherato, che lei gli dava la sua minestra col cucchiaio 'ma sto putìn no el vol saverghene de magnar', brontolava sempre che il suo bimbo non voleva mangiare, cara. Era una donna dolcissima che, nonostante tutto ha avuto la fortuna di star male solo negli ultimi quattro anni di vita.

Nonna Bernarda ha cominciato a perdere la tramontana poco meno di due anni fa. Di anni ne fa 78 in autunno, e sembrerebbe che la campana sia suonata anche per lei.
Come ho scritto alla Pink, al mio matrimonio è venuta tutta chic, con l'abito bianco a fiori neri, le scarpe lucide, la piega fatta la mattina stessa, e i gambaletti con l'elastico grosso che la stringevano sotto le ginocchia, perchè 'non si ricordava dove aveva messo le calze', quando mia zia le aveva preparato i panni tutti assieme sulla sedia. Prende già le medicine, e sta bene nonostante tutto, ma il suo destino sembra comunque segnato.

E io e mia madre, che siamo, per ora, gli ultimi rametti di quell'albero genealogico, sopra il nostro albero di ciliegie, sabato scorso ci abbiamo riso su, perchè 'sarà fighissimo, tutti che impazziscono a starci dietro quando le vere pazze saremo noi', insomma, a far discorsi da matte già ora, ma poi abbiamo sospirato forte perchè a impazzire, dimenticare, perdere tutto quello che si ha, e soprattutto quello che si è, noi mica si ha voglia.

giovedì 17 maggio 2012

Forse è il caso che mi ri-svegli

E insomma, pensavo a MrMiliardo e a tutti i suoi miliardi. Ci pensavo perchè ieri era il suo compleanno, il cinquantunesimo per l'esattezza.
Io come al solito ero in giro, l'ho chiamato in giornata per fargli gli auguri, ma so per certo che: è venuto in ufficio, ha fatto sistemare un pò di cose, è stato sempre al telefono, a metà mattina ha spedito una 'signorina' - ovvero un'impiegata, come le chiama lui - a comprare le pastine, a pranzo ha mangiato fuori con la sempre impellicciata moglie, è tornato in ufficio, ha sparato un pò di cagate, è uscito a bere il suo chinotto con un paio di soci di una non specificata società delle sue, e alle cinque se n'è andato probabilmente dall'amichetta di turno prima di tornarsene a casa, infatti io che sono rientrata alle sei meno dieci per dargli un saluto non l'ho trovato e le 'signorine' mi hanno raccontato tutto ciò di cui sopra. Praticamente, pastine a parte, la sua giornata è stata tale e quale a tutte le altre.

Non che debba essere la Giornata Internazionale di MrMiliardo eh, ma.... SE IO AVESSI I SUOI SOLDI. Non avete idea di quante volte lo pensi.

Io intanto mi prenderei la giornata libera, ben sapendo che, pur essendo il capo, come tutti sono utile ma non indispensabile, e che mi avvalgo della massima collaborazione e fiducia di un sacco di 'signorine'.
Prenderei la mia famiglia, Cane e Gatto compreso, e andrei a fare una bella gita, al lago, all'Italia in miniatura, nei nostri bei colli, oppure, se mi sembrasse troppo middleman, o se il compleanno cascasse di venerdì o di lunedì, prenderei un aereo e me ne andrei a fare un bel weekend lungo. Porterei anche gli amici, e magari, se fosse un compleanno speciale tipo una cifra tonda, caricherei su anche le 'signorine', la colf e la babysitter delle 'bambine', che ormai le sue c'hanno 19 e 16 anni ma pare funzioni così, pure i figli di Brooke c'avevano la babysitter a quell'età, e allora anch'io.
Comprerei a tutti delle belle scarpe, e io quel vestito fucsia che ieri ho visto in vetrina da Belmondo, che secondo me mi sta benissimo ma che al mio attuale portafogli no.
Spegnerei il telefono per un giorno e magari due, oppure pagherei una persona che non conosco per rispondere alle telefonate, alla quale badereri bene di non affezionarmi, e che quindi non porterei via con me.
Noleggerei dei pullmini per poter fare tutte le gite tutti insieme, e se la meta fosse in riva al mare, pure una spiaggia privata.
La sera ci sarebbe una gran torta alla crema e cioccolato, annaffiata da litri di Franciacorta, mojito e per chi non vuole, una bevanda tuttisucchi shakerata con una goccia di sciroppo alla fragola, che viene una delizia. Si ballerebbe fino a notte, magari raggiunto un certo grado alcolico si farebbe pure il karaoke, e poi tutti a dormire nelle proprie camere con salottino privato, bagno con jacuzzi e servizio in camera.
Farei l'amore con il mio compagno, non mi servirebbe nessun 'amichetto di turno', perchè sarei già molto felice e soddisfatta così.
E alla fine, solo dopo aver fatto tutte queste cose ed essermi veramente goduta il frutto del mio lavoro e dei miei guadagni, allora tornerei a casa, pronta a ributtarmi sugli affari, fino alla prossima valida occasione per far festa.

Insomma al solito, chi ha pane non ha i denti, chi ha i denti non ha pane.

Nel caso mi capitasse na' botta di culo fotonica che c'ho pane da regalare, chi viene con me a festeggiare i miei compleanni?

lunedì 14 maggio 2012

Mercoledì 14 maggio 2009

Si consiglia prima di leggere questo post, e poi magari anche quest’altro. Non ne avete voglia, lo so, fa lo stesso dai.

"Caro Diario,
hai presente quando si sente dire ‘toccare il cielo con un dito’? Ecco, io lo sto toccando. Lo sento, lì, ciccioso, colorato di fresco, soffice, leggero ma pieno di energia: è il cielo, tutto intorno a me, dentro di me, sulla mia pelle. O forse è solo banale felicità.

Andiamo per ordine: domenica 11 maggio siamo andati, tutti e sei noi coinquilini marittimi, a cena in un ristorante di pesce, poco lontano dal nostro appartamento estivo. Lungo la strada, che abbiamo fatto passeggiando, CoinquilinoFelice si è reso conto di essersi inutilmente portato la giacca di pelle, perché faceva un gran caldo. Io mi sono quindi offerta di tenergliela, e l’ho portata in custodia tutto il tempo.
Almeno finchè non abbiamo mangiato, perché poi, piena di risotto alla marinara e cremina al mascarpone, i ricordi delle mie papille gustative hanno offuscato quelli della mia memoria a breve termine, cancellandone la cronologia. Dopo la cena, siamo quasi arrivati all’appartamento a recuperare le nostre cose per poi riprendere la strada di casa verso una nuova settimana lavorativa, quando sento CoinquilinoFelice che borbotta ‘oh ma io non avevo una giacca?’. La sottoscritta, che fino ad un nanosecondo prima stava ridendo sguaiatamente ad una sua inutile battuta, si blocca all’istante, sbianca, si fa uscire un sonoro ‘merda’ dalla bocca, e schizza sul suo tacco dodici caracollando verso il ristorante alla velocità della luce.
Per fortuna ho trovato sulla porta la cameriera che, senza una parola mi ha porto il giacchino con un dito, t’immagini se gliel’avessi perso, la figura???
Insomma, ho tirato un sospiro di sollievo e mi sono incamminata nuovamente verso l’appartamento per raggiungere tutti gli altri, e dopo qualche passo mi accorgo che è tornato indietro pure CoinquilinoFelice.
Tutta fiera di niente gli porgo il giacchino, mi ringrazia, ci mettiamo a camminare e neanche il tempo di dire chissà che memorabili massime, mi ritrovo la sua lingua in bocca.
La tal lingua, mi porta su su in quel cielo di cui parlavo prima, mi fa fare il giro dell’universo e mi riporta sul Corso della RidenteCittadinaMarittima in trenta secondi.

Sono rimasta ad occhi chiusi con la bocca a cuore lì in mezzo alla strada con un martello che bussava freneticamente al centro del mio petto e le orecchie piene di uccellini in festa, finchè non sento lui che ride e dice ‘bello, un bacio al gusto di pesce’.
Il mio ‘mi piace il pesce’ poteva sembrare un tantino fuori luogo, invece ha scatenato un’altra bellissima risata.

Il giorno dopo, lunedì, stavo seduta alla mia scrivania tutta imbambolata a pensare ad ogni singolo istante di quel meraviglioso bacio, di quanto le sue labbra si erano stampate a fuoco sulle mie, del nostro correre subito dagli altri ‘se no ci danno per dispersi’, del viaggio di ritorno in macchina del Gianlu, e del saluto generale a tutti sul cortile di casa, quando mi arriva un sms: ‘Che dici se una di queste sere ti porto a mangiare la pizza su quel postaccio in collina di cui parlavamo sabato in spiaggia? Io sono libero mercoledì se vuoi’.
Ora, ero un po’ delusa dal fatto che dopo il nostro bacetto fossimo tornati a casa e buonanotte ci vediamo prossimo weekend, ma subito la mattina dopo mi manda un messaggio, insomma, è un buon segno no? O forse non ho letto con sufficiente attenzione ‘la verità è che non gli piaci abbastanza', in verità non gli piaccio abbastanza da salire da me dopo un bacio ma rimandare ad un giorno qualsiasi della settimana in cui lui è libero. Sia quel che sia, fatto sta che ovviamente gli ho detto di si, e insomma stasera siamo usciti.
Io mi sono messa una camicetta bianca velata, da legare al collo con un fiocco e le rouches sulle spalle, castigata ma sexy grazie a quel vedo-non-vedo, jeans e ovviamente tacco. Lui bello, abbronzato, con la sua camicia lilla da 'sono talmente uomo che non ho paura dei colori pastello', e il suo solito sorriso smagliante.
Abbiamo mangiato questa pizza davvero squisita in questo postaccio veramente orrido, con le piastrelle anni '60, i tavoli di legno e le sedie di paglia, ma ci hanno dovuto spinger fuori con la scopa perchè ci stavamo consumando la lingua a furia di PARLARE, finalmente soli dopo quasi un mese insieme a tutti gli altri coinquilini, quattro settimane dove ho sempre voluto chiedergli mille cose guardandolo negli occhi e magari sfiorando la sua mano con le mie dita, quattro settimane dove mi sono riempita solo dei suoi sorrisi, del suo profumo, della sua essenza, quattro settimane dove mi sono completamente innamorata di lui.
E stasera era qui, con me, finalmente, e alla fine anche nel mio letto, che se lui voleva aspettare e uscire un'altra volta, io ho voluto fargli vedere la mia collezione di farfalle. L'ho fatto perchè sono stata guidata dall'istinto, da quello che vedevo nei suoi occhi, dall'odore che sentivo, dalla ferrea sicurezza che anche per lui ci sarebbe stato qualcosa in più; non ho voluto rimandare oltre e sono sicura di aver fatto la scelta giusta: non finirà qui.
Fosse altro perchè abbiamo altri 4 mesi di affitto marittimo pagato!!
Caro diario, non finirà qui, vero? Perchè lui è 'quello giusto', lui è 'lui', lui è splendido ed è quello che ho sempre aspettato."
-Candy's memories-

Tre anni e un matrimonio dopo, il mio cuore è ancora tuo, molto più di allora.
E continuo a stare lassù, nello stesso cielo azzurro e ciccioso dove riesci a portarmi ogni giorno.

martedì 8 maggio 2012

Mr Hide, esci da questo corpo

Che il 2012 non sia il mio anno è stato palese fin dal'inizio.
Anche se l'apparenza inganna, ve lo dico già chiaro, giunti al quinto e fiorito mese posso asserire con certezza che quest'anno bisesto, è un anno di merda.

Per anni mi sono barcamenata per riuscire a sopravvivere all'eterna lotta tra madre e figlia, con profonde crisi di amor filiale anche nei confronti del masculo genitore, per non parlare di un rapporto semi-inesistente con una poppante sorella. Ma si sa, la famiglia è la famiglia, e alla fine, volente o nolente, ne esci vivo e vegeto, sia dalle guerre intestine che dall'adolescenza.

Poi si parte con gli uomini, morosi, trombadores, amici, e piselli con una faccia non bene identificata sopra. Ma si sa, gli uomini sono uomini, morto un papa e se ne fa un altro senza troppi drammi, finchè, volente o nolente si trova quello giusto e chi in un modo, chi in un altro, ci si sistema con buona pace delle crisi ormonali.

Giunta agli albori del mio quarto decennio di vita (...vado un attimo a uccidermi, poi torno), scopro che non è finita qui, che è terribile e tutto, ma c'è una categoria con la quale mai pensavo avrei avuto alcuna sorta di problema: le amiche. Per la serie non c'è un attimo di pace.

Non bastava quella dell'anno scorso che ho sfanculato dopo dieci anni di amicizia perchè si è dimenticata del mio addio al nubilato, e che si è saputa "scusare" dopo circa un mese dal fattaccio con un sms venuto dal nulla che diceva più o meno 'non intrometterti più nella mia vita che tanto ormai ne eri già fuori da un pezzo';
Non bastava quella del mese scorso che è arrivata a chiedermi aiuto per trovarle casa xchè voleva lasciare il compagno, che poi quando è uscita fuori tutta la storia, lei è innamoratissima e sono io che ho ingigantito tutto;
Mò la Bob, la mia amica del piano di sopra, gran compagna di merende e tutto quanto, s'è incazzata perchè abbiamo preso un cane, a lei i cani non piacciono, e si sta inventando un sacco di storie per andarsene: lo facesse, tutto di guadagnato per lei che sono quasi quattro anni che si lamenta di qualsiasi cosa riguardi la nostra casa, sicuramente va a stare meglio, ma il fatto di andare a destra e a manca ad asserire che non vede l’ora di lasciare la nostra famosa Strada, togliermi il saluto e bloccarmi da fb (cosa che pare andare di moda, neanche più un sms di ciao si usa), mi ha fatto girare i maroni: risultato? Vittimismo e porte in faccia.

E vabbè.

Ma il punto non voleva essere questo, il punto è: cosa mi succede? Dove ho lasciato il mio buonismo a tutti i costi, la mia diplomazia, il mio ‘chissene, la vita è breve, restiamo tutti amici’????
Esticazz, appena provo sulla mia pelle che davvero la vita è breve, mando a quel paese la mia filosofia di vita del volemosebbbene sempre a tutti i costi che mi caratterizza fin dalla nascita e chiudo le porte a persone che fino a quel momento parevano fondamentali.
Davvero, non so cosa dire, se non che magari è la Cosa in Testa. O più semplicemente sono io che mi son rotta le palle di essere Candy La Passatemipuretuttisopraconuntirchetantofaniente.

Suggerimenti?

martedì 24 aprile 2012

We are Family

E insomma, volevo primaditutto ringraziarvi per il supporto morale e non, graziegraziegrazie, ma era solo un giornata NOissima di quelle in cui vedi tutto neroneronero e vorresti urlare ma non puoi e allora chiudi la bocca, gonfi le guance, trattieni il respiro con la faccia incazzosa e pesti pure i piedini. Che poi, lo voglio ri-sottolineare, non è che volevo lagnarmi delle mie disgrazie, ma solo di non poterlo fare, e a mente lucida, riflettendoci benebenebene, ti vien da dirla come Puffo Quattrocchi: 'che è meglio!'

Infatti ora la maretta con il CM è passata, anche se rimane l'amaro in bocca, quella di sapere di aver fatto la cosa giusta ma che prezzo stai facendo pagare al tuo compagno!

Per fortuna al mio fianco ho una persona intelligente, che nonostante le rispostacce, gli scatti di nervi e le brutte parole (tutte sue), un giorno ti prende per mano, ti porta sul lato della vostra casa, ti abbraccia, e in uno dei suoi rari sorrisoni, tutto furbo e gigione, allarga il braccio e ti dice con tono importante: 'lo vedi tutto questo? Da oggi, è tutto nostro!'
Quello che vedete qui sotto è il giardino che fino a qualche giorno fa nessuno dei condomini (siamo in 3, e uno è il figlio del proprietario), poteva usare. Al mio giardino si accede dal cancelletto che si vede più o meno al centro della foto, e si sviluppa lateralmente e soprattutto dietro l'edificio. Il mio giardino e quei due/trecento metri quadri di verde che si vedono qui sotto erano separati inspiegabilmente da una rete divisoria.


E' bastato che il CM beccasse il proprietario a zonzo per il cortile, gli chiedesse 'ehi, maaaaaa non è che lo possiamo usare noi?' .....e ora questa rete divisoria non c'è più! Abbiamo all'incirca poco meno di 500 metri quadri di giardino dove poter mettere il gazebo, il salottino, la piscina con idromassaggio e cromoterapia, il campo da tennis, quello da golf e...
Ok, ok, non si può neanche più scherzare qui. Va bene, vuoto il sacco: l'ha fatto perchè è arrivato.....

CANE!!!



Amore superbellissimo della mamma!!!!
E insomma, come si fa a non essere felici con un lupacchiotto che è appena una palla di pelo! Soprattutto quando alle sei di domenica mattina si piazza sotto la finestra della camera e piange xchè non vuole stare da solo! O quando non sa camminare e allora inciampa in mezzo ai tuoi piedi facendo inciampare anche te e allora tu cadi di faccia! O quando tutto bagnato si rotola sui tuoi stivalini di camoscio! O quando di sera ti costringe ad uscire al buio sotto un acquazzone perchè ha spostato il cuscinone dentro la sua casetta bloccandone l'entrata e piange xchè non riesce più ad entrare!

Io sono innamorata.
E ho deciso che se mai il CM mi mollerà e se lo porterà via, poichè Cane è tecnicamente suo, e io rimarrò sola e triste, mi prenderò un altro cucciolo e scenderò a sculettare mezz'oretta in piazza. Comprovato e testato per voi: 'mazza se si rimorchia!!!

mercoledì 18 aprile 2012

Maledetta, inutile autocensura

Mi sono affacciata al mondo dei blog e della scrittura un sacco di anni fa, quando stavo col mio ex ed ero, allo stesso tempo, incasinatissima e annoiatissima dalla vita.
Aprii questo primo blog parlando sostanzialmente della mia storia d'amore e delle piccole sciocchezze che mi succedevano, aprendomi pian piano grazie alle splendide persone che stavo imparando a conoscere.
Anche il mio ex era a conoscenza del mio blog, anzi, di tanto in tanto lo leggeva.
Poi successe che, dopo tre anni, realizzai che la storia con lui non aveva futuro. Non fu un'illuminazione divina, fu una semplice presa di coscienza di quello che sapevo già fin dall'inizio: non era l'uomo della mia vita, e per quanto affetto provassi, non era vero Amore.
Così aprii un secondo blog, per esternare appunto quello che stavo provando e per poter parlare liberamente della mia sbandata per il celeberrimo Barista Abbelloculo.
Prima che succedesse qualsiasi cosa col nostro affascinante eroe dalle natiche d'acciaio, andai dal mio ex e gli dissi che era finita. Lui non ne volle sapere, e propose una pausa di riflessione di un mese; io non ho mai creduto alle pause di riflessione, ma pensai che almeno questo glielo dovevo. Dopo due settimane gli ribadii che per me era finita, che la settimana successiva sarei partita per una vacanza con la mia amica Bob, e che doveva farsene una ragione. Gli buttai lì che avevo pure cancellato il mio primo blog, quello che parlava di noi due, giusto per sottolineare il fatto che per me la storia era proprio chiusa. Lui mi implorò di aspettare ancora un pò, di andare in vacanza, e lì, lontano da stress e pensieri vari, di rifletterci meglio. Ancora una volta protrassi (inutilmente) la sua e la nostra agonia, come a voler dare un soffio d'ossigeno ad uno coi polmoni pieni d'acqua e che sa già di stare inesorabilmente affogando.

Nel bel mezzo della mia vacanza, mi contattò dicendo che aveva trovato il mio secondo blog, quello segreto, quello che diceva che la sera prima di partire mi ero limonata il Barista.
Una volta tornata, non negai nulla, anzi, m'inventai che c'ero proprio andata a letto col Barista, con la speranza di chiudere con quell'agonia, e quando, dopo un primo momento di sdegno, mi disse che mi perdonava e che voleva stare con me a tutti i costi, fui colpita da una Vera Illuminazione Divina: l'ultima cosa che volevo nella vita era un uomo completamente privo di spina dorsale.

Cancellai anche quel secondo blog, me ne stetti buona buonina per un mesetto o due, e poi non ce la feci più, ne aprii un terzo, allegro, frizzante, e ricco delle centinaia di avventure da single-dopo-tre-anni-che-ora-m'importa-solo-delle-mie-amiche-e-di-fare-tanta-festa.
Il mio fantastico ex, che non si rassegnava ad avermi perduta, si trasformò in un uno stalker del nuovo millennio: rintracciò il mio blog, si creò un nick name, aprì un blog dove i post erano puro delirio di una vita totalmente inventata (viaggi all'estero, weekend romantici con la fidanzata, vita felice e appagante), e, manco a dirlo, divenne mio follower e assiduo commentatore del mio blog.
Io, che non sono scema, a brevissimo cominciai a sospettare che c'era qualcosa che non andava: prima la brutta sensazione che mi dava leggere i suoi commenti e i suoi post, poi alcune strane coincidenze, e infine la prova lampante. Una volta smascherato, l'ho fatto uscire definitivamente dalla mia vita, dato che fino ad allora, in quei quattro mesi, ci eravamo ripromessi di rimanere amici.
E dalla mia vita è uscito, senza rimpianti, senza rimorsi, senza 'ma chi me l'ha fatto fare', senza particolari ricordi piacevoli ma neanche spiacevoli. Non mi ha lasciato rammarico, fastidio, malinconia, tenerezza e men che meno rabbia. A distanza di quattro anni posso dire con lucidità che quella relazione mi ha lasciato il nulla.

Se non una cosa.

Mi ha tolto la libertà di espressione nel mondoblog.

Ancora oggi non riesco a prendere in mano una tastiera e sfogarmi come facevo allora, scrivendo tutto quello che mi passa per la testa, i miei patemi d'animo, le cose che mi succedono, sapendo di trovare persone che sanno ascoltarmi, sanno incoraggiarmi, sanno consolarmi. Mi serve, ma non ce la faccio, e non è una ferita che scotta, è una cicatrice messa in bella mostra che mi ricorda costantemente che non posso fidarmi di niente e di nessuno.

Ed ecco che non riesco a scrivere che non sto passando un bel periodo con l'unica persona che abbia mai amato, che le sue parole dette con il sangue alla testa mi fanno del male, ma che mentre le dice i suoi occhi mi implorano di amarlo come non ho mai fatto fino ad ora. Non posso dire cosa sta succedendo, solo dire che non è bello.
Non riesco a scrivere che sono preoccupata, tanto preoccupata per la mia famiglia del finto Mulino Bianco, non posso dire perchè, non posso chiedere dei consigli, posso appoggiarmi solo a me stessa.
Non posso parlarvi di una faccenda che mi tarla l'anima da tre anni, che da troppo tempo mi sta dando tanta rabbia, tanta delusione, e ho paura di dove queste sensazioni mi porteranno.
Non ho voglia di scrivere dei miei progetti, della fatica che sto facendo per realizzarli, degli ostacoli che sto incontrando.

E son cose che nella vita a 3D continuo a soffocare con tutti, perchè io sono la bella e felice Candy, con un marito fantastico, un lavoro da sogno, una vita piena e invidiabile.
Che poi è così eh, il CM è il mio Principe Azzurro in tutti i sensi, sono appagata e contenta da quello che faccio dal mattino alla sera, semplicemente ho i miei problemi come tutti.

Quello di cui mi sto lamentando è il non potermi sfogare con niente e nessuno, nè qui, nè altrove, quando la trovo una cosa importantissima, perchè, come dice Rose, 'il cuore di una donna è un oceano di segreti', ma come dico io, che fatica tenerli ben chiusi: a volte quando piove incessantemente per qualche settimana, è necessario aprire una breccia nella diga, o si rischia seriamente che crolli tutto.

Come dice invece Zucchero, scusate, ma oggi la vedo nera.

martedì 17 aprile 2012

Cosa vuoi che sia

In questo periodo così nero da rasentare il buio più totale, ci voleva un tocco di assenza di colore, così, per movimentare un pò la situazione. Non paga di tutto quello che mi è successo negli ultimi mesi, e soprattutto nelle ultime settimane, ho deciso di mettere ulteriormente alla prova lo stato di salute delle mie coronarie.

Stamattina telefono al buon vecchio rincojonito DocdiFamiglia e gli dico 'ehi Doc, ma se tipo io rimanessi incinta, così, pour parler, insomma, cosa mi succederebbe, ma per capire eh'

'ah, un disastro. Dovremmo sospendere i farmaci tenendoti costantemente sotto osservazione per un paio di settimane, fare il raschiamento, sperare che non ti venga un'emorragia fatale e poi riprendere la terapia farmacologica, il tutto in ospedale. Perchè, cos'hai combinato stavolta?'

Ah, come mi conosce bene, il mio Doc. Mamma che simpatico.

'eh no niente, è che sono al trentaseiesimo giorno e ancora nulla all'orizzonte, a parte sabato che ho mangiato tutto il giorno patatine alla paprika, gelato e panini dolci con la nutella. Ah, e ho tirato il telecomando addosso al CM. Insomma, pensavo che di lì a poco arrivassero ecco, invece siamo martedì e sono ancora una rosellina in boccio che gira tranquilla col suo perizoma interdentale. Sai sono dimagrita e mi illudo di potermelo permettere. Conta che ho i capelli che si sporcano a guardarli?'

'si ma, e le precauzioni?'

'...le precauche?'

Inutile raccontarvi della disperazione del Doc.
Inutile descrivervi la MIA disperazione. Esticazzi. Io l'avevo detto, non è una giustificazione ma lo sapevo che finiva così.

Ecco che quindi sono qui a digitare con dita tremanti sperando vivamente di aver buttato nel cesso 12 euro e 80 cent per un test di gravidanza che decreterà la mia vita o la mia morte. Eh - eh, e voi che pensavate che solo in Grey's Anatomy ci fosse la suspance da cartella clinica.

Se vedo volare na cicogna, prendo la cerbottana, io ve lo dico.

mercoledì 11 aprile 2012

If only I could turn back time

Vi è mai successo di desiderare di tornare indietro nel tempo?

Che so, avete appena tamponato violentemente uno, e non fate che pensare di voler tornare al momento in cui stavate scrivendo un sms, ovvero un secondo prima che quello davanti a voi frenasse.

Oppure, aprite la lavatrice e vi rendete conto che 40 gradi sono troppi per lavare i maglioni di cachemere di vostro marito. Che voglia di tornare al momento in cui - pensando che: dovete farvi i capelli, dare da mangiare al gatto, metter su la pasta, finire di riordinare, il tutto in 45 minuti - non vi siete sufficientemente concentrate sulla rotella della temperatura della lavatrice!

O ancora, tornare al momento in cui avete aperto la bocca e sono uscite cose che mai e poi mai avreste dovuto dire.
Cose vere, cose accadute, cose che si sono accumulate dentro allo stomaco, che hanno riempito l'esofago, che sono arrivate alla gola e alla fine, complice un piccolo sussulto quasi impercettibile, non avete potuto far altro che vomitarle fuori.
Ma è inutile dare la colpa al sussulto di cui sopra, o magari a chi vi ha rimpinzato di quelle parole, voi la bocca la dovevate tener chiusa e basta, non avete Se, e non avete Ma, dovete solo correre a comprarvi dell'Attak o una spillatrice, e chiudervela per sempre quella brutta boccaccia inutile e puzzolente. Anzi no, è troppo tardi, lo dovevate fare prima, ora la frittata è fatta, e ora l'unica cosa che potete fare è affrontare le conseguenze del vostro inutile ciaciarare.

Indovina, a me sono successe tutte le tre cose scritte sopra, in ordine sparso.
E' con dolore che mi accingo a fare coming out:

Sette anni fa ho tamponato uno perchè stavo scrivendo un messaggio col cellulare, ma a mio padre, a quelli dell'ambulanza, e a quei simpaticoni dei vigili ho raccontato che mi si era incastrato il tacco nel tappetino rotto dell'auto. Sigh.

La scorsa settimana ho ridotto tre morbidissimi maglioncini da uomo ad una misura baby 4/6 mesi. Ero in ritardo, avevo mille cose da fare e..... Sob.

Un mese fa ho rivelato delle confidenze - che non erano poi così confidenziali in quanto non le sapevo solo io ma almeno altre cinque/sei persone minimo - della portata di una bomba nucleare, la quale bomba nucleare, com'è nella sua natura, ora è esplosa in un sonoro BOOM.
Perchè l'ho fatto?
A mia discolpa posso dire che volevo salvare una persona da quello che a mio insindacabile giudizio era una vera e propria ingiustizia. Insomma, egli DOVEVA sapere. Lo dico io, le Testimoni, la Fefè, Sorella e tutti gli altri, perchè tutti sapevano, tutti tranne Lui.
Epperò Lei le sue cagate, a me, le ha raccontate tutte. Mi ha intasato. Il fardello da portare era troppo grande. Io 'gnaa foo. C'ho na Cosa in Testa. Me lo ha detto la maestra.

Ma no, non ho discolpe. Chi si fa i cazzi suoi campa cent'anni, e io morirò a breve. Regolatevi.

lunedì 2 aprile 2012

La quiete dopo la tempesta

Sempre meglio parlarne dopo che è passata. Se aprissi bocca mentre tento di infilare un dito nell'occhio del ciclone potrei farvi impallidire dalle molto brutte parole che riesco a dire.

Capitani decretò: settimana dal 28 marzo al 3 aprile, Vergine zittelloisterica (ma vaaaaa ma che dici. Smettila di usare eufenismi). Marte nel segno, Mercurio storto: la concentrazione potrebbe latitare, la zittelloisteria lievitare.
Eppure Venere promette corteggiatori (sè, co sta faccia da quindicenne in piena crisi ormonale e le occhiaie verde schifo ne vedo a palate proprio) e quattrini (..per gli altri, dato che mi hanno clonato la carta di credito. Candy la Filantropa insomma), mentre Giove e Plutone volumizzano e fissano i vostri successi come fossero una lacca (imprestatemela che ho qualche occhio da gassare, random).
Ergo, be quiet (bi quaieeeeeeeeeeeeeeeeeeet??????? -con sputazzo finale, pure- ???? Mi vuoi vedere trasformata nel Mostro della Palude?????? Ah, spetta, lo sono già).
And be suin, anche, visto che può calmarvi. E venirvi bene (per venire vengo, e pure sempre, bisogna vedere se mi arrivi vicino. Vivo intendo).

Amen, Capitani.
Per fortuna il 3 aprile è domani.
Cià.

giovedì 22 marzo 2012

Ci siamo quasi

Mi sono assentata per un pò causa ennesimo scappellotto morale, ma mi sembrava giusto tornare per salutarvi.
Nel senso, non so se scriverò tanto presto xchè lunedì torno al mio amato lavoro, consensi medici o meno, io ne ho bisogno: dicono che il miglior modo di guarire dalle malattie è essere felici, e per me vivere come sono sempre stata abituata a vivere mi rende la più felice delle malate.

La scorsa settimana un infermiere tutto gigione conosciuto per la strada mi dice 'ho lavorato dieci anni in neurologia, non ho mai visto un caso come il tuo che torna in piedi come se non fosse successo niente. Hai vinto il primo premio alla lotteria cerebrale, hahahaha.'

A me non fa un cazzo ridere. Anzi.

Passati i primi momenti di scoramento e preso atto del miracolo che mi ha colpito, ho abbracciato l'allegra filosofia del 'fai vivere la tua carta di credito come se non ci fosse un domani': il mio conto corrente si è dimezzato (ho pagato anche le ferie, eh, sono in parte giustificata), e non sono mai sentita così bene. Un esempio?


Non è un amore??? Io la amissimo.
E con questa e un paio di spuntate scamosciate blu con tacco rosso vernice sono pronta a tornare a riconquistare le autostrade d'Italia: automobilisti, tremate!!
E se poi mi capitasse che la Cosa In Testa tornasse a crescere, o più banalmente, un tir si mettesse sulla mia strada, tant pis, ho vissuto bene, e sono morta felice.

Ma non muoio, no. A presto.

PS: ecco le scarpeeeeeeeeee


che pensavo di abbinare a questa:


però se non dovesse andare bene c'è il piano B:


nell'attesa di togliere definitivamente la mia tenuta da malata sguattera:


Buon weekend!!!!!

mercoledì 14 marzo 2012

Cuore di mamma piange

Oggi voglio parlarvi di una cosa seria (seria? tu?? ma va là, ma per piacere), soprattutto per chiedervi un consiglio perchè veramente non so più che pesci pigliare. O meglio, che gatti pigliare.

Si perchè ho un grossissimo problema con Gatto. Il mio dolce, spatafruzzolosissimo Gatto, quello che quando arriviamo da una giornata di lavoro riconosce le nostre auto e corre davanti alla porta di casa ansiosissimo di entrare, quello che si rotola a pancia in sù col faccino che prega le coccole, quello che appena ci sediamo un momentino sul divano ci si fionda addosso sbavando a più non posso, quello che sembra il gatto più coccoloso, friendly e simpa che si sia mai visto, bè lui, proprio lui, da più di una settimana si comporta come un gatto randagio della peggior specie che scandalizzerebbe pure Romeo er gatto del Colosseo.

Non entra più in casa, ci schifa, scappa, non si lascia avvicinare, di notte non si sa dove vada (lui! abituato a svenire sul divano di casa!) non viene neanche per mangiare, ma se gli lasci fuori una crocchetta gli si lancia addosso come un naufrago dopo un mese su un'isola deserta si lancerebbe su una pasta al pomodoro.

E' castrato. La stagione degli amori è finita. Gli altri gatti dei vicini sono tranquilli. Io non capisco.
So che ama stare fuori xchè ha tanti amici: abitiamo in una tranquillissima zona residenziale piena di amanti dei felini, i quali si ritrovano in questi caldi pomeriggi nel giardino accanto al mio a sonnecchiare tutti assieme sotto il sole, però normalmente ama anche noi, soprattutto la sera, è un gattino amante delle coccolissime che solo noi possiamo fargli, gli altri mici mica lo pettinano con la spazzolina massaggiante per gatti!

Le abbiamo provate (quasi) tutte: dalla scia di crocchette fino alla porta di casa,
RISULTATO: o le prendeva con la bocca e scappava a mangiarsele a distanza di sicurezza, o le mangiavano gli altri gatti;
cercando di prenderlo alle spalle pensando che fosse scivolato nel sonno più nero,
RISULTATO: all'ultimo secondo ci ha illuminato il significato di 'scatto felino';
preparando una trappola alimentare tra il portoncino e la porta, legando una corda al portoncino in modo da poterlo chiudere a distanza appena Gatto si fosse avvicinato alla ciotolina,
RISULTATO: altro 'scatto felino', con tanto di alzata di polvere, corda rotta e volo delle crocchette;
intrappolamento della nostra preda nel garage, salvo poi constatare che il nostro garage, essendo la seconda stanza che non abbiamo in casa, ci serve proprio, e aprendo il basculante anche solo di una sfesa per entrare di pancia, Gatto avrebbe avuto due metri orizzontali di spazio di fuga,
RISULTATO: ha avuto due metri orizzontali di spazio di fuga.
Ci manca solo la cerbottana col sonnifero per leoni. Mmm...

Io una teoria ce l'ho. In realtà sono morta, sto sognando di essere viva, e solo Gatto ha capito tutto, che sono un fantasma e via dicendo. Ecco perchè fa così. Solo che quando lo dico alla gente, mi risponde 'mmm sì potrebbe essere', poi si gira e chiama di nascosto la croce verde. Insomma, nessuno mi è d'aiuto.
Qualcuno là fuori, invece? Vi prego. Gatto I miss U.

martedì 13 marzo 2012

Giorno di prigionia #34

Ore 10 del mattino, lo sguardo a palla sul soffitto buio.
Questa inedia mi impedisce anche di dormire, il non fare niente non mi affatica e mi sveglio troppo presto.

Prima di uscire il CM mi ha dato un bacetto sulla testa, un gesto affettuoso per i più, ma io so. LO SO! che in realtà è il Loro modo di sentire se la Cosa In Testa c'è ancora. Mi ha lasciato anche tutte le mie pilloline da prendere di fianco alla brioss del panificio, quella con la marmellata che mi piace tanto presa apposta x me, tzè! credono che non lo sappia che è una tutta una trappola per farLa crescere?? E ha anche il coraggio di lasciarci attaccato un post-it a forma di cuoricino con su scritto 'buona giornata'.
Certo. Quel post-it rosa giace a minuscoli pezzetti impantanati sul fondo del mio stomaco.

Appena apro le imposte, eccola lì, la Loro Spia, la vecchia, la mia vicina, subito pronta ad uscire in cortile coi suoi squillanti e sorridenti 'Buongiornoooooo!!' (da leggere con tono squillante e sorridente), a far finta di far qualcosa pur di lanciarmi il loro silenzioso messaggio: 'noi ti osserviamo, sempre' (da leggere con tono minaccioso).
Si, la stessa che in quella famigerata notte, appena ripresi i sensi, ho visto che si affaccendava nella mia camera da letto, a chiamare l'ambulanza e a confortare il CM...
TUTTA UNA MONTATURA!!!
Credono che non lo sappia che è stata lei, assieme ai paramedici, a iniettarmi la Cosa????

E poi la prima, infinita carrellata di telefonate e sms dalle mie amiche, le Testimoni, la FeFè, la Bob, profumatamente pagate per tenermi tranquilla, e nel frattempo accertarsi del mio stato psicofisico, con tutti i loro falso/amorevoli 'come stai?' 'come va oggi?' 'che stai facendo di bello?' (da leggere con tono gnegnè).
Ha-ha, per fortuna le ho smascherate e dò loro false informazioni, talvolta contrastanti, in modo da mandarle in confusione e impedir loro di fare rapporto!

Il tutto abilmente orchestrato dal burattinaio, l'"adorato" (da leggere con tono sprezzante) CM... si sa che è lui a capo della banda. E' lui che dà le direttive, lui che ha il potere decisionale, lui, e solo lui che ha deciso di portarmi alla pazzia per potere legittimamente rinchiudermi a vita e dare alla Cosa una residenza stabile, un nutrimento costante e una sudicia e immorale alcova per potersi liberamente riprodurre!!!

Ah ma non hanno fatto i conti con la mia smisurata intelligenza e la mia straordinaria capacità intuitiva! Mi ci è voluto un pò, ma l'ho capito, ho capito perfettamente tutti i loro piani!
E NON MI AVRANNO!!
Ora devo staccare, tra poco arriverà la peggiore delle traditrici, mia madre, la mia genitrice, quella che mi ha partorito capito, che 'passa a vedere come va e mi porta un pò di ragù' (da leggere con tono molto molto gnegnè)....sè, lo vedi dove finisce quel ragù!! Insieme alla mia cacca e ai cottonfioc, tiè!

(-13 per tornare alla vita)

lunedì 12 marzo 2012

- 14

Non ho niente da raccontare, non mi succede niente, sono chiusa tutto il giorno tra 4 mura (a parte la scorsa settimana che sono andata mezza giornata di nascosto al lavoro), l'unica persona che con cui posso relazionarmi è il CM, e siccome sto seriamente ponderando di aprirgli violentemente il cranio con una mazza chiodata una di queste sere, probabilmente mi ritroverò a parlare da sola davanti ad un cilindro nero di cartone home-made facendo finta che sia una telecamera, con i capelli cotonati, le tette strizzate in un vestito leopardato e immaginandomi i sottotitoli: voglio essere una di Jersey Shore, quella carina con i capelli lunghi.

Si, è ufficiale, sto impazzendo. E mi mancano ancora QUATTORDICI giorni per tornare alla normalità. Cosa In Testa permettendo.

Che Gesù sia con me, amen così sia.

PS: oggi non commenterò i vostri blog, tiè, sono stronzissima, e non ho voglia xchè ho una Cosa In Testa. Però vi lovvo, ricordatevelo sempre.

lunedì 5 marzo 2012

Comunque vada, sarà un disastro

Correva l'anno 1999, e il buon DocDiFamiglia, ben conoscendo le convinzioni morbosamente retrograde e falso moraliste di mia madre ("chi prende la pillola è una bottana"), mi allettò con la seguente frase, che ancor oggi rimbalza vivida tra i miei ricordi 'sei maggiorenne ora, no? e io sono legato al segreto professionale'. Fu così che Adamo porse la mela del peccato a Eva, cioè io, e fu così che da quel momento divenni la famigerata bottana Eva.

Si aprì per me un mondo fatto di promiscuità e cose cattive che i bambini non dovrebbero imparare ma che alla fine fanno tutti, chi più, chi meno, io più-o-meno, non pensate chissacchè. Anche perchè nell'arco di tutti quegli anni ho avuto due fidanzatini, ai quali sono stata computamente fedele l'uno per due anni, l'altro per tre, era nei periodi intrafidanzamento che svaccavo. In tutti i sensi.

E, fatalità, era proprio in quei periodi che il buon DocDiFamiglia mi imponeva la famosa e tanto temuta sospensione della pillola, così, tanto per ricordare alle mie ovaie che non è che potessero avere sempre la pappa pronta, ogni tanto dovevano tirarsi su le tube pure loro e darsi na mossa, no?

E, fatalità, era proprio in quei periodi che capitavo nelle situazioni più assurde, tra le mani degli individui più assurdi e con i risultati più assurdi: pontili in mezzo al mare, superdotati che 'non li fanno della mia taglia', o al contrario, pendolini dei Puffi che se lo perdevano per strada, magazzini di bar con baristi squotiormoni e impossibili da fermare, e ultimo ma primo in ordine di tempo, le terme romane di notte e soprattutto di straforo. E insomma speriamo che questo post non lo leggano dei minorenni. O mia mamma.

Ma, vuoi per culo, vuoi perchè al supermercato dei semini si rifiutavano di mandarne anche solo uno ad una madre degenere quale potevo essere io, i miei Stick del Terrore Clearblù mi facevano sempre tirare degli enormi sospiri di sollievo. Anche xchè in un paio di occasioni non avrei proprio saputo a che porta bussare. La Bob una volta mi disse di fare richiesta della dichiarazione dei redditi, in caso, e scegliere la più appetibile, of course.

Finito l'ultimo periodo di stop imposto, ho giurato a me stessa: finchè non avrò radicati, e seri, desideri di maternità, e non quegli sciocchi strizzamenti al cuore quando vedo un infante bavoso che svaniscono come per magia non appena comincia ad alzare i decibel, io col cavolo che rischio ancora l'infarto in questo modo.

Ebbene, l'infarto non l'ho rischiato più, ma la vita si, dato che quattro anni non stop di pillola anticoncezionale senza mai nessun controllo di nessun tipo mi hanno portato alla mia Cosa in Testa (vedere post sotto). Sempre sperando non ci siano bambini al di là dello schermo, ma se ci sono, datemi retta: non si fa. E parlo di TUTTO quello che ho scritto finora, non si fa niente, capito.

La mia stupidità mi ha portato oggi ad avere un marito, con il quale si fa, e anche molto, ma nessun tipo di educazione sessuale, tanto che ho dovuto chiedere lumi alle mie amiche, tutte felicemente accoppiate, che, splendide loro, hanno cominciato a blaterare di conta dei giorni, salto della quaglia e temperature basali. Minchia ragazze, voi sì che c'avete culo, mi stupisco grandemente di non essere ancora zia di una squadra di calcio.

Al DocDiFamiglia neanche chiedo un sistema alternativo, che so, cerotto (che non penso cmq di poter usare) o diaframma, si agita e predica l'astinenza (è invecchiato anche per lui dal 1999, non è più il Doc figo del volemmosebbenesenzapensieri).

Eh, e allora ci siamo rassegnati all'acquisto del condom. Che senza volerlo li abbiamo presi con-le-alette. Col risultato che ci è venuto il mal di pancia a furia di ridere, abbiamo svegliato la vicina e Gatto è venuto a vedere se riuscivamo a tirare il fiato. Ciao-ciao passione animala. E poi io non faccio sesso con Gatto che mi guarda.

Infine, conscia delle potenzialità del www (non è più il 1999!), mi sono messa alla ricerca di un aiuto multimediale: ho scaricato tutte le app possibili e immaginabili che permettono di tenere sotto controllo il ciclo mestruale, l'ovulazione, i giorni si e i giorni no. Pazzesco cosa può fare la tecnologia, no? No. Io non guardo il cellulare prima di fare sesso! Io e la passione animala siamo un tutt'uno, se non si era capito.

Risultato: è un disastro. Noi siamo un disastro. Sembriamo una coppia di sedicenni, e di anni ne abbiamo il doppio. E non mettetevi a saltellare 'uh che bello diventeremo zie!', no! Perchè con la Cosa in Testa non posso permettermi una gravidanza per almeno un anno, morirei tipo.

L'ho detto che è un disastro. Lo dico ogni volta che.
Guardo il CM, sospiro e proclamo 'sarà un disastro'.
Se avete suggerimenti di qualsiasi tipo, prego fate pure. Ma parlate come se lo faceste ad un'adolescente alle prime armi, grazie. E' quello che sono.

mercoledì 29 febbraio 2012

Esperienze oniriche dell'altro peduncolo

E insomma, ho questa Cosa In Testa, no.
Nei referti medici ufficiali sono quattro trombosi di cui una completa occlusione della vena cerebrale centrale, ma io le chiamo affettuosamente la Cosa In Testa. Mi ci affezziono sempre alle mie cose, io.
Fondamentalmente non cambia granchè nella mia vita quotidiana, a parte il mese di riposo a casa, pasticche a tutte le ore, controlli e esami medici ogni settimana, ma si fa.

La mia vita notturna al contrario, è vivacemente movimentata da due differenti fattori. Il primo è che mi hanno definitivamente sospeso e vietato la pillola anticoncezionale, rea sospetta di essere la causa fisica della Cosa (la causa psicologica invece ha un nome certo: PsicoBoss), e ciò comporta un precipitoso abbassamento del livello di estrogeni nel sangue tale da trasformarmi in una piccola ninfetta vogliosa e assetata di peduncolo maschile a tutte le ore di tutti i giorni (per la gioia del peduncolo del CM eh eh eh). Insomma un pò di bromuro non mi farebbe male, anche perchè la nostra eroessa Gina ad un certo punto non ne può più, che tra un pò mi tocca girare con la confezione di pisellini Findus surgelati legata a mò di assorbente nelle mutande (...era da un pò che non mi sentivate così ah? Ve l'ho detto che è perchè non prendo più la pillola??? No perchè non vorrei si dimenticasse in un solo post quanto a modino posso essere).

Il secondo fattore degno di nota è ciò che popola le mie notti, (peduncolo del CM a parte), che si divide in due categorie: la prima, facilmente intuibile, sono i cosiddetti sogni erotici, o sogni a luci rosse, o sogni sporcellosi, che dir si voglia, su cui è meglio non spenda neanche una parola, ho la netta impressione che questo post si autodistruggerebbe dalla vergogna.

La seconda, non necessariamente legata alla prima, sono i miei ex. Ogni notte, in uno di quei sogni vividi vividi che sembrano veri, mi ci capita dentro uno dei miei 'amori' passati, manco fossimo in un una rivisitazione hard del 'Canto di Natale', e tutti in ordine sparso, che poi quando mi sveglio mi ci vuole più del solito a capire dove sono, e soprattutto con chi sono.

Una notte c'è stato 'quello del pontile', solo che stavolta non eravamo sul pontile in mezzo al mare ma in mezzo alla piazza, e tanti saluti al mio rigetto per i luoghi pubblici e per il voyerismo altrui;
poi c'è stato il mio ex, grazie a Dio e tutti i santi non c'era sapore di pornazzo home-made ma solo il suo cane (non ha mai avuto un cane) e sua madre (la peggior suocera che ci si potrebbe augurare) a spasso per il MIO paesello e io che mi nascondevo tra le colonne della piazza per non dovermi fermare a parlare con loro;
Poi c'è stato il Barista Abbelloculo. Eh. Eh eh eh.
Poi il mio Primo Amore Adolescenziale, con cui non è mai successo niente di niente nella realtà, ma che ogni due mesi me lo sogno, e sta settimana il sogno... non ve lo posso spiegare. Forse ho guardato troppi filmetti hard quand'ero piccola, ma non posso pensare che la mia mente arrivi a partorire certe porcate, insomma, io ho fatto il catechismo, perchè non sogno Gesù?
Poi altri personaggi che hanno movimentato le mie mutande nel passato ma che sono stati sessualmente inutili oniricamente parlando, tutti in ordine sparso e tutti che hanno suscitato la stessa reazione al momento del risveglio: 'embè? Sei servito a che, stanotte?'
Per fortuna, ad oggi, si è astenuto dalla visita notturna l'unico che qualche anno fa, a braghe calate, mi ha fatto esplodere in una sonora risata. Il perchè, in un'altra puntata, promesso (ma voi, furbe faine, l'avete già intuito, brutte porcelline).

Oh, che c'avete da guardarmi così.. IO HO UNA COSA IN TESTA!
(nb: è una frase che ripeto una ventina di volte al giorno, non datemi molta retta)

martedì 21 febbraio 2012

E poi

...e poi c'è Lui.
Lui, che mi ha obiettivamente salvato la vita.
Lui che se non c'era quella notte, io qui ora non ci sarei stata.
Lui che nel cuore della notte è andato a buttare giù la porta della vicina.
Lui che non mi ha lasciato mai, neanche per un secondo, e che sono riuscita a mandare a casa solo dopo 20 ore ininterrotte di barba lunga in attesa dei miei esami.
Lui che si è aggrappato a sua madre chiedendo a lei e Dio di non farmi morire.
Lui che per tre giorni ha fatto campeggio di fianco al mio letto.
Lui che è diventato l'eroe romantico di tutte le infermiere del reparto.
Lui che a San Valentino è arrivato con un'immensa orchidea e un vaso dove metterla, e il pensiero del vaso ha fatto innamorare le infermiere che non c'erano il giorno prima e che ancora non si erano innamorate.
Lui che con tutte le sue domande, le sue telefonate, le sue conoscenze di primari e grossi nomi, ha fatto ammattire i miei dottori perchè io dovevo avere solo il meglio.
Lui che è arrivato con i Shoko-bons, gli Ovetti Kinder, la Nutella, il succo alla mela e i Lindt alla stracciatella.
Lui che quando ho detto 'patatine' è arrivato con la busta della spesa.
Lui che quando ho detto 'pizzetta', ho mangiato pizza per due giorni.
Lui che mi ha fatto la doccia, mi ha vestito, mi ha asciugato i capelli, mi ha portato al bagno, mi ha fatto il bidet, e ha passato interi pomeriggi a passarmi la spazzola.
Lui che sono dieci giorni che ogni mattina mi chiede 'oggi cosa ti serve? Cosa ti porto?'
Lui che mia madre lo guarda adorante e mi dice 'hai trovato qualcuno che riesce a volerti bene più di papà'
Lui che mi guarda coi capelli per aria, le occhiaie, la pelle gialla, il cervello malato e riesce a dirmi 'sei bellissima' e sembrare che ci creda davvero.
Lui che infermiere, dottoresse, compagne di camera, giovani e vecchie, 'sposatelo, è un'ordine!'
E io: già fatto. E sono quasi sei mesi che benedico quel giorno, e ringrazio per la cosa migliore che abbia mai fatto in tutta la mia vita.
E poi, è proprio gnocco, sappiatelo.

lunedì 20 febbraio 2012

Brutti pensieri, brutte parole, anzi, parolacce a profusione

Perchè quando uno nasce sfigato, sfigato ci muore. Non è vero Libby, non è niente vero che io ce l'ho fatta: la vita mi ha messo a terra un'ennesima volta. Ah ma io c'ho i coioni pieni, adesso sono veramente veramente incazzata.
Non basta aver passato anni di merda a pagare debiti e avvocati, non basta aver avuto a che fare con gente orrenda che ha saputo solo rovinarmi la vita, non basta aver resistito per mesi e mesi a del mobbing feroce, non basta ad esser l'unica figlia sulla faccia della terra a doversi arrangiare a vivere, no, quando finalmente pare che qualcosa si stia muovendo per il verso giusto, mi devo svegliare nel bel mezzo della notte con qualcosa che non va in testa e far morire di paura il CM con uno show che neanche l'esorcista.
Diagnosi: crisi epilettica causata da un piccolo aneurisma causato da una grossa trombosi cerebrale. Amen. Non muoio no state tranquilli, ho solo le balle che mi girano in maniera vorticosa. Perchè dai non è possibile. Comincio il mio nuovo lavoro da due settimane, il mio bellissimo e agognatissimo lavoro, e devo starmene 10 giorni in ospedale e poi si mormora un paio di mesi a casa (col cavolo! da morta forse). Finalmente ho una vita serena, sempre difficile per carità, ma indubbiamente piena di cose belle, comincio a danzare, ricominciamo con il nostro tango, pensiamo alla dieta, alle ferie estive, a tutti i nostri progetti che non mi sembra vero, e di nuovo, uno scappellotto emotivo, perchè alla parte fisica neanche ci penso, lascio che ci pensino i medici che se no a me tornan su i cinque minuti.
Che fare, che dire, nulla, non ha senso dire nulla, se non una valanga di parolacce brutte e inascoltabili. L'unica cosa, per ora, che ha senso per me, è cullarmi in questa enorme incazzatura, crogiolarmi nel mio nervosismo, distribuire innumerevoli vaffanculi all'aria, al vento e a chiunque abbia la pazienza di ascoltarli, almeno finchè non mi sarà passata un pò. Concedetemelo. Sennò trovo il pretesto per farvi il culo pure a voi, ve lo dico.
PS: giusto per, sto bene. Le emicranie sono finite, mi hanno sospeso l'eparina in vena 24 ore su 24 (e questo è un ottimo segno), mi stanno rifacendo tutti gli esami per vedere a che punto sono, poichè se sono fuori pericolo mi rispediscono a casa, altra ottima cosa visto che se rimango qui ancora per qualche altro giorno rischio di organizzare un omicidio di massa degli inutili degenti ottuagenari e più che rendono infernale il mio alloggio già di per sè pesantino.
Si, sono incazzata.