Oggi parliamo del luogo comune per eccellenza, quello che si scodella come rompighiaccio col dirimpettaio, col salumiere, con il completo sconosciuto alla fermata dell'autobus, per chi prende l'autobus: il tempo atmosferico.
Nella fattispecie, il freddo polare è sceso sulla nostra penisola tutto ad un tratto per cui ora fa molto freddo.
Bene, ho esaurito l'argomento.
Anzi no, volevo rendervi eruditi del fatto che io, quando fa molto freddo, mi impigrisco scandalosamente, non voglio alzarmi, poi ho sonno tutto il giorno e quando arriva sera...dormo.
Dormo nove ore almeno per notte, che sono tante rispetto allo standard molto basso degli ultimi due anni, poi mi sveglio e mi lagno che vorrei essere un orso per andare in letargo per sei mesi.
'Lo dici tutti gli anni appena arriva l'inverno', mi ricorda il mio premuroso CM, e io ribatto dicendo che noi umani stiamo facendo tutto contro natura, che gli orsi, che continuano a capire tutto, si rinchiudono nelle loro cavernette calde piene di cibo e dormicchiano tutto il tempo ficcandosi in bocca una ghianda di tanto in tanto, ed è così che dovremmo fare anche noi.
'Allora tu dovresti chiuderti nel magazzino di un supermercato', decreta il mio amorevole CM, mentre sconsolata annuisco pensando che sarebbe proprio bello, ma non succederà mai.
Toh, e anche quest'anno è stato fatto il post sugli orsi, il loro letargo, e le mie lamentele sul freddo.
martedì 11 dicembre 2012
mercoledì 28 novembre 2012
L'ago malefico
Quando poco meno di dieci mesi fa cominciai a vomitare e a quasimorire pesavo 64 chili. Sessantaquattrochili. Alta neanche un metro e settanta, sessantaquattro chili io non ce li ho mai avuti, e a me la sola idea mi faceva sentire al limite dell'obesità personale. Ma neanche i sessantacinque che avevo il mese precedente, non ce li ho mai avuti, motivo per cui mi ero messa a massacrarmi di Zumba.
Mi sentivo gonfia, anzi più che altro gonfiata, di faccia, di culo, di cosce e di cellulite, e anche incredibilmente ciccia, io che fino ai 25 anni mi son sempre tenuta sotto la soglia dei sessanta, e dopo il quarto di secolo, appena sopra.
E insomma, passato il patatrac e rientrato l'Allarme Ictus, come in ospedale riesco a reggermi sulle gambe comincia il mio peregrinare verso il bagno una, due, tre volte in un'ora, e me lo ricordo bene xchè in realtà non avrei potuto alzarmi, tanto che mi avevano messo il pannolone, ma il mio blocco psicologico dinanzi all'idea di farmela addosso mi portava a corrompere il familiare/l'infermiera di turno con lacrime e lagne stracciaballe - 'eccoooo non sono morta mi ucciderà il non andare in bagnoooo' - 'lo so lo sento mi si è rotta la vesciiiicaaaa' - 'guardatemi sto diventando giallaaaa' - si, lo dicevo per davvero. Ecco perchè mi ricordo bene che nella prima settimana di degenza andavo a pisciare dalle 15 alle 20 volte al giorno, senza esagerare.
Poi mettiamoci che nel mese seguente, tra la ripresa non facile, i farmaci, poco appetito, non è che ingurgitassi il mio solito chilo e due/chilo e tre di cibo a pasto.... risultato, 5 chili volati dalla finestra senza troppo faticare. E' bastato solo un ictus in fondo, checcevo'.
L'altro lato della medaglia però, lo lasciavo a faccia in giù, evitando di guardarlo, così come evitavo di guardare il lato B delle mie carni.
Il giorno in cui infine l'ho fatto - iiiiiiiiihh, ho risucchiato forte l'aria dalla bocca come se mi fossi trovata di fronte uno degli zombi dell'alba dei morti viventi, e in effetti ho visto na roba brutta: avevo le chiappe alle ginocchia e le cosciotte a groviera. Altro che culotte de cheval, chiappot d'elefant.
Smettere la pillola in modo drastico e definitivo mi aveva aiutato sì a sgonfiarmi e spisciarmi, ma dieci anni di ormoni si erano attaccati al mio culo come pipistrelli ai rami all'interno di quel palloncino sgonfio che sembrava la mia pelle.
Checché ne si dica e checché ne si faccia, il trittico vincente è e rimarrà sempre nei secoli dei secoli solo e unicamente uno:
1.dieta sana;
2.palestra o movimento fisico;
3.massaggi estetici.
Scegliere di concentrarsi solo su uno di questi non serve a un fico secco, due su tre è già molto, tre su tre è l'arma vincente per avere un culo come la Gisele Bundchen.
Io ovvimente mi sono impegnata anima e -soprattutto- corpo solamente su uno di essi, e altrettanto ovviamente sul più semplice, regalandomi un ciclo di massaggi linfodrenanti mezzobody. Na goduria.
Poi il pacchetto è finito, come è finito agosto, portandosi via il sole (e l'abbronzatura, che è l'estetico naturale anticellulite per eccellenza), e le ferie (e quindi il tempo, anche quello da buttare spalmandosi per ore ogni tipo di cremina che tanto non ho altro da fare). Nel frattempo ho ricominciato a magnare seriamente, e l'ago della bilancia è tornato su.
Che poi è un ago virtuale, il mio, perchè mi peso con la Balance della Wii, che tra l'altro è una gran stronzona perchè non te le manda a dire: 'oh! vedo che hai messo su peso dall'ultima volta!', 'oh, sono passati 159mila giorni da quando ti sei allenata!', 'guarda che è importante fare attività fisica!', 'ma la segui una dieta bilanciata?', mafatticazzituoi no???
Quando ho visto che sono tornati i sessanta, ho pensato 'eh, ma dai però, na rassodatina di qua, na rassodatina di là e vedi che van bene lo stesso!'
Quando sono tornati i sessantuno mi sono accigliata, ho detto le parolacce e mi sono informata su cosa potevo fare di bello esclusa la Zumba, dato che il mio Doc.DeiMieiStivali non voleva farmela fare.
Quando sono tornati i sessantadue, ho imprecato in maniera molto seria, ho mandato mentalmente affanculo il Doc.DeiMieiStivali e sono tornata a Zumba, contando sul rincoglionimento totale della segretaria della palestra, che è un mese che non si ricorda che io il certificato medico non l'ho mica portato, e speriamo continui così.
Inoltre, sto saltuariamente dando guerra ai carboidrati, che respingo a colpi di petti di tacchino, polpettine di manzo e persico in padella, in battaglie che hanno toccato anche i dieci giorni di assedio.
Insomma, niente di serio, che è inverno e c'è bisogno di sostanza in tavola, se no divento na bestia nera col pus che cola dagli occhi, però un pò di equilibrio in cucina ci vuole.
Ebbene, è con gioiosa soddisfazione che vi annuncio che quella stronza della Wii ieri mi ha fatto i complimentoni: -1 kg e 700 in un mese! Vediamo se per Natale riesco a fare altrettanto, così da far posto per i pasticci, i pandori, gli arrosti e le creme al cioccolato.
E ricordate: sessanta, settanta, ottanta, cento: i numeri non contano, l'importante è star bene con sè stesse, solo così si è bellissime. Detta la mia, prendo e me ne torno via.
Love, C.
Mi sentivo gonfia, anzi più che altro gonfiata, di faccia, di culo, di cosce e di cellulite, e anche incredibilmente ciccia, io che fino ai 25 anni mi son sempre tenuta sotto la soglia dei sessanta, e dopo il quarto di secolo, appena sopra.
E insomma, passato il patatrac e rientrato l'Allarme Ictus, come in ospedale riesco a reggermi sulle gambe comincia il mio peregrinare verso il bagno una, due, tre volte in un'ora, e me lo ricordo bene xchè in realtà non avrei potuto alzarmi, tanto che mi avevano messo il pannolone, ma il mio blocco psicologico dinanzi all'idea di farmela addosso mi portava a corrompere il familiare/l'infermiera di turno con lacrime e lagne stracciaballe - 'eccoooo non sono morta mi ucciderà il non andare in bagnoooo' - 'lo so lo sento mi si è rotta la vesciiiicaaaa' - 'guardatemi sto diventando giallaaaa' - si, lo dicevo per davvero. Ecco perchè mi ricordo bene che nella prima settimana di degenza andavo a pisciare dalle 15 alle 20 volte al giorno, senza esagerare.
Poi mettiamoci che nel mese seguente, tra la ripresa non facile, i farmaci, poco appetito, non è che ingurgitassi il mio solito chilo e due/chilo e tre di cibo a pasto.... risultato, 5 chili volati dalla finestra senza troppo faticare. E' bastato solo un ictus in fondo, checcevo'.
L'altro lato della medaglia però, lo lasciavo a faccia in giù, evitando di guardarlo, così come evitavo di guardare il lato B delle mie carni.
Il giorno in cui infine l'ho fatto - iiiiiiiiihh, ho risucchiato forte l'aria dalla bocca come se mi fossi trovata di fronte uno degli zombi dell'alba dei morti viventi, e in effetti ho visto na roba brutta: avevo le chiappe alle ginocchia e le cosciotte a groviera. Altro che culotte de cheval, chiappot d'elefant.
Smettere la pillola in modo drastico e definitivo mi aveva aiutato sì a sgonfiarmi e spisciarmi, ma dieci anni di ormoni si erano attaccati al mio culo come pipistrelli ai rami all'interno di quel palloncino sgonfio che sembrava la mia pelle.
Checché ne si dica e checché ne si faccia, il trittico vincente è e rimarrà sempre nei secoli dei secoli solo e unicamente uno:
1.dieta sana;
2.palestra o movimento fisico;
3.massaggi estetici.
Scegliere di concentrarsi solo su uno di questi non serve a un fico secco, due su tre è già molto, tre su tre è l'arma vincente per avere un culo come la Gisele Bundchen.
Io ovvimente mi sono impegnata anima e -soprattutto- corpo solamente su uno di essi, e altrettanto ovviamente sul più semplice, regalandomi un ciclo di massaggi linfodrenanti mezzobody. Na goduria.
Poi il pacchetto è finito, come è finito agosto, portandosi via il sole (e l'abbronzatura, che è l'estetico naturale anticellulite per eccellenza), e le ferie (e quindi il tempo, anche quello da buttare spalmandosi per ore ogni tipo di cremina che tanto non ho altro da fare). Nel frattempo ho ricominciato a magnare seriamente, e l'ago della bilancia è tornato su.
Che poi è un ago virtuale, il mio, perchè mi peso con la Balance della Wii, che tra l'altro è una gran stronzona perchè non te le manda a dire: 'oh! vedo che hai messo su peso dall'ultima volta!', 'oh, sono passati 159mila giorni da quando ti sei allenata!', 'guarda che è importante fare attività fisica!', 'ma la segui una dieta bilanciata?', mafatticazzituoi no???
Quando ho visto che sono tornati i sessanta, ho pensato 'eh, ma dai però, na rassodatina di qua, na rassodatina di là e vedi che van bene lo stesso!'
Quando sono tornati i sessantuno mi sono accigliata, ho detto le parolacce e mi sono informata su cosa potevo fare di bello esclusa la Zumba, dato che il mio Doc.DeiMieiStivali non voleva farmela fare.
Quando sono tornati i sessantadue, ho imprecato in maniera molto seria, ho mandato mentalmente affanculo il Doc.DeiMieiStivali e sono tornata a Zumba, contando sul rincoglionimento totale della segretaria della palestra, che è un mese che non si ricorda che io il certificato medico non l'ho mica portato, e speriamo continui così.
Inoltre, sto saltuariamente dando guerra ai carboidrati, che respingo a colpi di petti di tacchino, polpettine di manzo e persico in padella, in battaglie che hanno toccato anche i dieci giorni di assedio.
Insomma, niente di serio, che è inverno e c'è bisogno di sostanza in tavola, se no divento na bestia nera col pus che cola dagli occhi, però un pò di equilibrio in cucina ci vuole.
Ebbene, è con gioiosa soddisfazione che vi annuncio che quella stronza della Wii ieri mi ha fatto i complimentoni: -1 kg e 700 in un mese! Vediamo se per Natale riesco a fare altrettanto, così da far posto per i pasticci, i pandori, gli arrosti e le creme al cioccolato.
E ricordate: sessanta, settanta, ottanta, cento: i numeri non contano, l'importante è star bene con sè stesse, solo così si è bellissime. Detta la mia, prendo e me ne torno via.
Love, C.
martedì 4 settembre 2012
Qualcosa da ricordare
Oggi è il mio compleanno.
Un anno fa stavo scendendo dalle montagne completamente coperte di piante di thè dell'isola di Sri-Lanka, a bordo di una non ben identificata auto guidata da un vecchio cingalese con la cistite. Il viaggio è durato tutto il giorno perchè sto pover'uomo doveva fermarsi ogni ora a far pipì, eppoi anche perchè in quell'isola non esistono superstrade veloci e ben curate, ma solo infiniti tornanti e sorpassi azzardati in pochi metri di rettilineo. Tipo che se ti trovi un autobus davanti, ti devi mettere in coda per un'ora o due.
Alla fine siamo riusciti ad arrivare a Colombo, sfiniti e stremati non solo da sette ore di auto e curve, ma anche da un'intera settimana passata a trottare da una parte all'altra dello Sri-Lanka a vedere Buddha, visitare vecchie rovine, accarezzare gli elefanti e dar da mangiare alle scimmie.
Ma poco ci importava: ci attendevano la cena, cinque ore scarse di sonno, un'aereo con destinazione Atollo di Ari, Maldive, e altre due settimane di viaggio di nozze da sogno.
Ricordo il nostro atterraggio, a mezzogiorno, all'aeroporto di Male, e poi il viaggio in idrovolante, l'oceano sotto di noi che sembrava che allungando le dita si riuscisse a sfiorarne l'acqua verde, ed infine il resort.
L'idrovolante è atterrato sull'acqua, siamo scesi sul pontile di legno e come in un sogno abbiamo camminato lungo la passerella fino alla reception. O meglio, ci siamo trovati dentro senza accorgercene, perchè non c'erano porte, nè mura nè tende, solo un tetto di canapa e tanti fiori che ne scendevano, ed avendo ancora le scarpe addosso non ci eravamo accorti che il pavimento era diventato di morbido legno, anzichè di sabbia battuta.
Ci hanno fatto accomodare in uno dei divani, ci hanno servito del thè freddo filtrato, e ci hanno detto di attendere qualche minuto che ci sarebbe stato spiegato tutto. Noi non se ne poteva più, c'erano 40 e passa gradi, avevamo i jeans e le maglie di cotone a maniche lunghe, dentro alle scarpe sentivamo le rane e a cinque metri da noi scintillava il mare.
Eppure ricordo bene che quando è arrivata Francesca e ha cominciato a parlare, ad un certo punto la volevo baciare in bocca: ci diceva che l'atollo era lungo quattro metri, largo al massimo quattrocento, che si poteva girare a piedi, in bici o con le macchinine elettriche che funzionavano da piccoli autobus a sei posti; ci diceva che la barca per fare snorkeling partiva due volte al giorno per raggiungere il reef e che l'attrezzatura si ritirava al centro sporting e poi si poteva tenere fino alle 19; e poi ricordo che ci diceva che c'erano sei ristoranti, due internazionali, uno maldiviano, uno italiano, uno asiatico e uno di sushi, che potevamo andare dove volevamo e che solo quello giapponese si doveva pagare, gli altri erano compresi nel prezzo, come tutto il resto d'altronde, e allora lì ricordo che mi sono voltata dall'altra parte xchè mi sono salite le lacrime agli occhi dalla commozione.
Finalmente ci ha accompagnati al nostro bungalow, grande il doppio del nostro intero appartamento, col tetto di paglia, il letto pieno di fiori di frangipane, il salottino con gli omaggi per gli sposi, i cappellini, i parei e la tortina nuziale e il bagno con i due lavandini, la vasca e le due docce, una delle quali fatta di pietre, all'aperto in mezzo alle piante e ai gechi. Si, avevamo un giardinetto in bagno.
Una parete della camera era interamente di vetro, e dava sulla veranda con un altro divano, angolare questo, il tavolino e le sedie, la qual veranda di legno poggiava sulla sabbia bianchissima. Avanti una decina di metri, i nostri sdrai con l'ombrellone di paglia, e oltre, l'Oceano Indiano, verde, azzurro, blu e scintillante. I bungali confinanti distavano una decina di metri, tutto era circondato da alte palme, folte siepi, e piante di fiori coloratissimi, la pace era assoluta.
Francesca ci augura buona permanenza, ci saluta, chiude la porta dietro a sè. Io mi volto, guardo mio marito, non so che dire, vorrei urlare, non so se farlo che poi magari lo infastidisco, ma poi chissenefrega, allora urlo, e nello stesso istante urla anche lui, e saltiamo assieme, ci abbracciamo, lui mi alza e mi fa girare forte, e non posso fare a meno di piangere.
Tutta la stanchezza, la tensione di mesi di preparativi, il matrimonio, la partenza qualche ora dopo aver buttato fuori di casa l'ultimo ospite, un'intera settimana di tour devastante, il mio alluce rotto, il jet lag, spazzato via, assieme ai nostri vestiti, alle scarpe (che non avremmo più usato per due settimane, anzi, dopo qualche giorno non usavamo neanche più le infradito, alle Maldive si gira scalzi), in cinque secondi, un costume, la corsa verso l'acqua, e il primo, meraviglioso, indimenticabile tuffo nell'azzurro più azzurro che c'è.
Tutto urlando.
Oggi, sono seduta ad un caffè vicino a Ravenna. Piove. Sto lavorando. Sono in premestruo. Ho le palle girate a causa di una collaboratrice particolarmente rincoglionita. Le prossime ferie sono a Natale.
Devo aggiungere altro? Tanti auguri a me.
Un anno fa stavo scendendo dalle montagne completamente coperte di piante di thè dell'isola di Sri-Lanka, a bordo di una non ben identificata auto guidata da un vecchio cingalese con la cistite. Il viaggio è durato tutto il giorno perchè sto pover'uomo doveva fermarsi ogni ora a far pipì, eppoi anche perchè in quell'isola non esistono superstrade veloci e ben curate, ma solo infiniti tornanti e sorpassi azzardati in pochi metri di rettilineo. Tipo che se ti trovi un autobus davanti, ti devi mettere in coda per un'ora o due.
Alla fine siamo riusciti ad arrivare a Colombo, sfiniti e stremati non solo da sette ore di auto e curve, ma anche da un'intera settimana passata a trottare da una parte all'altra dello Sri-Lanka a vedere Buddha, visitare vecchie rovine, accarezzare gli elefanti e dar da mangiare alle scimmie.
Ma poco ci importava: ci attendevano la cena, cinque ore scarse di sonno, un'aereo con destinazione Atollo di Ari, Maldive, e altre due settimane di viaggio di nozze da sogno.
Ricordo il nostro atterraggio, a mezzogiorno, all'aeroporto di Male, e poi il viaggio in idrovolante, l'oceano sotto di noi che sembrava che allungando le dita si riuscisse a sfiorarne l'acqua verde, ed infine il resort.
L'idrovolante è atterrato sull'acqua, siamo scesi sul pontile di legno e come in un sogno abbiamo camminato lungo la passerella fino alla reception. O meglio, ci siamo trovati dentro senza accorgercene, perchè non c'erano porte, nè mura nè tende, solo un tetto di canapa e tanti fiori che ne scendevano, ed avendo ancora le scarpe addosso non ci eravamo accorti che il pavimento era diventato di morbido legno, anzichè di sabbia battuta.
Ci hanno fatto accomodare in uno dei divani, ci hanno servito del thè freddo filtrato, e ci hanno detto di attendere qualche minuto che ci sarebbe stato spiegato tutto. Noi non se ne poteva più, c'erano 40 e passa gradi, avevamo i jeans e le maglie di cotone a maniche lunghe, dentro alle scarpe sentivamo le rane e a cinque metri da noi scintillava il mare.
Eppure ricordo bene che quando è arrivata Francesca e ha cominciato a parlare, ad un certo punto la volevo baciare in bocca: ci diceva che l'atollo era lungo quattro metri, largo al massimo quattrocento, che si poteva girare a piedi, in bici o con le macchinine elettriche che funzionavano da piccoli autobus a sei posti; ci diceva che la barca per fare snorkeling partiva due volte al giorno per raggiungere il reef e che l'attrezzatura si ritirava al centro sporting e poi si poteva tenere fino alle 19; e poi ricordo che ci diceva che c'erano sei ristoranti, due internazionali, uno maldiviano, uno italiano, uno asiatico e uno di sushi, che potevamo andare dove volevamo e che solo quello giapponese si doveva pagare, gli altri erano compresi nel prezzo, come tutto il resto d'altronde, e allora lì ricordo che mi sono voltata dall'altra parte xchè mi sono salite le lacrime agli occhi dalla commozione.
Finalmente ci ha accompagnati al nostro bungalow, grande il doppio del nostro intero appartamento, col tetto di paglia, il letto pieno di fiori di frangipane, il salottino con gli omaggi per gli sposi, i cappellini, i parei e la tortina nuziale e il bagno con i due lavandini, la vasca e le due docce, una delle quali fatta di pietre, all'aperto in mezzo alle piante e ai gechi. Si, avevamo un giardinetto in bagno.
Una parete della camera era interamente di vetro, e dava sulla veranda con un altro divano, angolare questo, il tavolino e le sedie, la qual veranda di legno poggiava sulla sabbia bianchissima. Avanti una decina di metri, i nostri sdrai con l'ombrellone di paglia, e oltre, l'Oceano Indiano, verde, azzurro, blu e scintillante. I bungali confinanti distavano una decina di metri, tutto era circondato da alte palme, folte siepi, e piante di fiori coloratissimi, la pace era assoluta.
Francesca ci augura buona permanenza, ci saluta, chiude la porta dietro a sè. Io mi volto, guardo mio marito, non so che dire, vorrei urlare, non so se farlo che poi magari lo infastidisco, ma poi chissenefrega, allora urlo, e nello stesso istante urla anche lui, e saltiamo assieme, ci abbracciamo, lui mi alza e mi fa girare forte, e non posso fare a meno di piangere.
Tutta la stanchezza, la tensione di mesi di preparativi, il matrimonio, la partenza qualche ora dopo aver buttato fuori di casa l'ultimo ospite, un'intera settimana di tour devastante, il mio alluce rotto, il jet lag, spazzato via, assieme ai nostri vestiti, alle scarpe (che non avremmo più usato per due settimane, anzi, dopo qualche giorno non usavamo neanche più le infradito, alle Maldive si gira scalzi), in cinque secondi, un costume, la corsa verso l'acqua, e il primo, meraviglioso, indimenticabile tuffo nell'azzurro più azzurro che c'è.
Tutto urlando.
Oggi, sono seduta ad un caffè vicino a Ravenna. Piove. Sto lavorando. Sono in premestruo. Ho le palle girate a causa di una collaboratrice particolarmente rincoglionita. Le prossime ferie sono a Natale.
Devo aggiungere altro? Tanti auguri a me.
martedì 31 luglio 2012
Un'estate al mare
Hey babies......como estas? Io vi lovvo sempre eh......è che il blog mi è sceso. Si vede sempre meno gente in giro, meno post, meno commenti, tanto che è passata la voglia anche a me.
Non vedo più condivisione. Non vedo più pareri, consigli, sostegno, e soprattutto critiche, costruttive e non. Sia da me, che non s'è mai visto tanto traffico per carità, sia dalle amiche più care, salvo forse da una sola di loro, ma anche lì sento emozioni trattenute, parole scritte con una patina di autocensura, quasi si debba sempre ipocriticamente inneggiare al sorriso, alla positività a tutti i costi, che a volte mi prudono i polpastrelli, perché mi vien voglia di rispondere ai commenti con coloriti mavvaccagarevà.
Poi metteteci che da qualche tempo faccio parte di un gruppo su FB di sole donne, dove mavvaccagarevà è la parola d'ordine. Lì c'è schiettezza, condivisione, rabbia, sfogo, sostegno senza ipocrisia alcuna. Se non c'è accordo, o c'è il silenzio stampa, che apprezzo molto di più di un falso 'maddai cosa dici non è vero', o c'è uno schietto 'io non la penso così, due punti:'. Lì ho trovato l'antico spirito bloggaro che tanto mi piacque anni che furono e che vedo ormai inesorabilmente perso. Ecco perchè alla fine stare qui non mi piace più.
Lascio il blog? No.
Lo prendo con un altro spirito, che forse molti di voi hanno già, ma che per me è nuovo: scriverò (molto poco, temo) per me e solo per me. Così quando torno, ho modo di trovare frammenti di ricordi persi dalla mia lesionata memoria a breve e lungo termine ma fissati qui.
Si lo so, è un post antipaticissimo che farà pensare ai più 'ma che antipaticissima che è diventata sta qua!', ma sapete che vi dico? Invece, io, sono simpatica.
Intanto vado in ferie, come tra l'altro faranno in molti visto che è agosto, quindi viva l'originalità. Quando torno forse farò uno di quei noiosissimi post che raccontano per filo e per segno la vacanza day by day, magari corredato da qualche fotina....hahahahahaha no non temete non potrei mai farlo! Tranquilli, farò un lungo post dove mi lamenterò tantissimo di essere tornata, di dover lavorare, di non poter stare a casa ancora, che le vacanze sono volate, e che manca tantissimo a Natale e quindi alle prossime ferie.
Che culo, non vedo l'ora di leggere il mio prossimo post.
Buona estate, gente. La mia lo è, e ha tutti i presupposti per continuare ad esserlo.
Non vedo più condivisione. Non vedo più pareri, consigli, sostegno, e soprattutto critiche, costruttive e non. Sia da me, che non s'è mai visto tanto traffico per carità, sia dalle amiche più care, salvo forse da una sola di loro, ma anche lì sento emozioni trattenute, parole scritte con una patina di autocensura, quasi si debba sempre ipocriticamente inneggiare al sorriso, alla positività a tutti i costi, che a volte mi prudono i polpastrelli, perché mi vien voglia di rispondere ai commenti con coloriti mavvaccagarevà.
Poi metteteci che da qualche tempo faccio parte di un gruppo su FB di sole donne, dove mavvaccagarevà è la parola d'ordine. Lì c'è schiettezza, condivisione, rabbia, sfogo, sostegno senza ipocrisia alcuna. Se non c'è accordo, o c'è il silenzio stampa, che apprezzo molto di più di un falso 'maddai cosa dici non è vero', o c'è uno schietto 'io non la penso così, due punti:'. Lì ho trovato l'antico spirito bloggaro che tanto mi piacque anni che furono e che vedo ormai inesorabilmente perso. Ecco perchè alla fine stare qui non mi piace più.
Lascio il blog? No.
Lo prendo con un altro spirito, che forse molti di voi hanno già, ma che per me è nuovo: scriverò (molto poco, temo) per me e solo per me. Così quando torno, ho modo di trovare frammenti di ricordi persi dalla mia lesionata memoria a breve e lungo termine ma fissati qui.
Si lo so, è un post antipaticissimo che farà pensare ai più 'ma che antipaticissima che è diventata sta qua!', ma sapete che vi dico? Invece, io, sono simpatica.
Intanto vado in ferie, come tra l'altro faranno in molti visto che è agosto, quindi viva l'originalità. Quando torno forse farò uno di quei noiosissimi post che raccontano per filo e per segno la vacanza day by day, magari corredato da qualche fotina....hahahahahaha no non temete non potrei mai farlo! Tranquilli, farò un lungo post dove mi lamenterò tantissimo di essere tornata, di dover lavorare, di non poter stare a casa ancora, che le vacanze sono volate, e che manca tantissimo a Natale e quindi alle prossime ferie.
Che culo, non vedo l'ora di leggere il mio prossimo post.
Buona estate, gente. La mia lo è, e ha tutti i presupposti per continuare ad esserlo.
martedì 12 giugno 2012
Se c'era una volta, un motivo c'è
C'era una volta una bella bambina che girava con una fascionissima mantella rossa, che tutti chiamavano Cappuccetto Rosso. Un giorno andò a trovare la nonna che viveva nel bosco, ma incontrò un lupo che la fece secca, lei, e poi pure la nonna.
C'era una volta un paio di fratellini sfigati, a nome Hansel e Gretel, che girovagando nel bosco incontrarono una megera che li attirò nella casetta di marzapane con dei lecca lecca luccicanti, e poi li mise all'ingrasso per mangiarseli.
C'era una volta la Bella Addormentata nel Bosco, che, cosa ve lo dico a fare, dormiva in un bosco. Ma mica bene eh, che a dirla così magari fa invidia, no, lei ci dormiva perchè vittima di un maleficio di una strega cattivissima.
C'era una volta Pollicino, che venne mollato nel bosco dai genitori insieme ai fratelli in balia di un orco mangiabambini, che ancora non esistevano gli assistenti sociali, poveri.
C'era una volta Biancaneve, che se all'inizio pareva passarsela meglio, lì, nel bosco, coi sette nani (mica scema), poi incontrò una vecchina che l'avvelenò, e ci rimase secca pure lei.
C'era una volta Bambi, che viveva nel bosco, poi arrivò il cacciatore che gli stecchì Mamma Bambi.
C'era una volta pure Alice nel Paese delle Meraviglie, che, ve lo dico, io già a sette anni avevo capito che quei funghi erano di quelli giusti, e in più sta scema si mette a correre dietro ad un coniglio che si addentra nel bosco, ma bambina mia, poi non ti lamentare se te ne succedono di tutti i colori.
E' che voglio fermarmi qua xchè il punto è un altro, ma potrei andare avanti fino a stasera.
Volevo farvi notare il comune denominatore che hanno suddette favole, che poi, da quello che so, le favole non dovrebbero insegnare ai bambini come stare al mondo?
E infatti: a me questi personaggi appena menzionati hanno insegnato la lezione numero uno: stai lontana dal bosco, che è morte, violenza, sangue, cattiveria, putridume, schifo, cacca.
Bene, detto ciò, e tornando ai giorni nostri, dovete sapere che dietro casa mia c'è una Collina, sacra alla Patria, bassa, piatta, lunga all'incirca una ventina di chilometri, attraverso la quale scorre il Fiume Sacro alla Patria: un gioiello prezioso, colmo cicciotto di storia, siti culturali, sentieri naturalistici, bellezze paesaggistiche, e tanto, taaanto bosco. Pensate che fu la Serenissima Repubblica a decretare che sulla Collina non ci poteva abitare nessuno, quella volta lo fecero per preservare il controllo dei collegamenti fluviali, però poi non è che siano cambiate molto le cose da allora, perchè ancor oggi si erge una casa qua e là, qualche minuscolissimo borghetto da 4-5 dimore l'uno, e una maniciata di abitanti che in tutto non credo raggiungano il centinaio.
Insomma, il CM vuole prendere residenza laggiù.
Io sono disperata.
A parte che Wikipedia sottolinea entusiasticamente che la Collina è tra le zone della Regione più ricche di biodiversità a livello faunistico, ma mi ci vedete ad andare in giro con la lupara da difesa con addosso na' mantella di lana a cercare funghi allucinogeni cercando di schivare vecchine con mele avvelenate?
Bisogna che al prossimo compleanno gli regali una Raccolta dei Fratelli Grimm, al CM, vediamo l'effetto che fa.
Vi farò sapere, ma la vedo pelosa. In tutti i sensi.
C'era una volta un paio di fratellini sfigati, a nome Hansel e Gretel, che girovagando nel bosco incontrarono una megera che li attirò nella casetta di marzapane con dei lecca lecca luccicanti, e poi li mise all'ingrasso per mangiarseli.
C'era una volta la Bella Addormentata nel Bosco, che, cosa ve lo dico a fare, dormiva in un bosco. Ma mica bene eh, che a dirla così magari fa invidia, no, lei ci dormiva perchè vittima di un maleficio di una strega cattivissima.
C'era una volta Pollicino, che venne mollato nel bosco dai genitori insieme ai fratelli in balia di un orco mangiabambini, che ancora non esistevano gli assistenti sociali, poveri.
C'era una volta Biancaneve, che se all'inizio pareva passarsela meglio, lì, nel bosco, coi sette nani (mica scema), poi incontrò una vecchina che l'avvelenò, e ci rimase secca pure lei.
C'era una volta Bambi, che viveva nel bosco, poi arrivò il cacciatore che gli stecchì Mamma Bambi.
C'era una volta pure Alice nel Paese delle Meraviglie, che, ve lo dico, io già a sette anni avevo capito che quei funghi erano di quelli giusti, e in più sta scema si mette a correre dietro ad un coniglio che si addentra nel bosco, ma bambina mia, poi non ti lamentare se te ne succedono di tutti i colori.
E' che voglio fermarmi qua xchè il punto è un altro, ma potrei andare avanti fino a stasera.
Volevo farvi notare il comune denominatore che hanno suddette favole, che poi, da quello che so, le favole non dovrebbero insegnare ai bambini come stare al mondo?
E infatti: a me questi personaggi appena menzionati hanno insegnato la lezione numero uno: stai lontana dal bosco, che è morte, violenza, sangue, cattiveria, putridume, schifo, cacca.
Bene, detto ciò, e tornando ai giorni nostri, dovete sapere che dietro casa mia c'è una Collina, sacra alla Patria, bassa, piatta, lunga all'incirca una ventina di chilometri, attraverso la quale scorre il Fiume Sacro alla Patria: un gioiello prezioso, colmo cicciotto di storia, siti culturali, sentieri naturalistici, bellezze paesaggistiche, e tanto, taaanto bosco. Pensate che fu la Serenissima Repubblica a decretare che sulla Collina non ci poteva abitare nessuno, quella volta lo fecero per preservare il controllo dei collegamenti fluviali, però poi non è che siano cambiate molto le cose da allora, perchè ancor oggi si erge una casa qua e là, qualche minuscolissimo borghetto da 4-5 dimore l'uno, e una maniciata di abitanti che in tutto non credo raggiungano il centinaio.
Insomma, il CM vuole prendere residenza laggiù.
Io sono disperata.
A parte che Wikipedia sottolinea entusiasticamente che la Collina è tra le zone della Regione più ricche di biodiversità a livello faunistico, ma mi ci vedete ad andare in giro con la lupara da difesa con addosso na' mantella di lana a cercare funghi allucinogeni cercando di schivare vecchine con mele avvelenate?
Bisogna che al prossimo compleanno gli regali una Raccolta dei Fratelli Grimm, al CM, vediamo l'effetto che fa.
Vi farò sapere, ma la vedo pelosa. In tutti i sensi.
lunedì 11 giugno 2012
L'allegria del fuzzia
Uh volevo farvi vedere come ho coordinato la Collana Pink della Libby.
Premetto che i colori della foto sono scialbi e spenti, ma che nella realtà si tratta di tonalità scintillanti. Tipo, il verde, è MOLTO verde. Ecco.
Mi sono sentita Barbie per un giorno, viste le scarpe (che ho riciclato, visto che le ho comprate più o meno 5 o 6 anni fa, quando per un'estate andavano le scarpe in vernice colorata). Non si vede molto dalla foto, ma sono dello stesso fuzzia della collana.
La camicetta è Oviesse presa all'incirca a fine marzo per il modico prezzo di euri 14,90.
Pantaloni Benetton di miliardi di anni fa, jeans colorato molto leggero per la precisione, non usando quasi mai i pantaloni d'estate sono quasi nuovi.
Orecchini che fa una mia amica, in silicone sottile sottile, quindi leggerissimi (se vi interessano costano 7 euri e sono di tutti i colori possibili e immaginabili).
Voilà l'outfit per questa giornata estivissima!
Baci buon weekkkk!!!!!
Premetto che i colori della foto sono scialbi e spenti, ma che nella realtà si tratta di tonalità scintillanti. Tipo, il verde, è MOLTO verde. Ecco.
Mi sono sentita Barbie per un giorno, viste le scarpe (che ho riciclato, visto che le ho comprate più o meno 5 o 6 anni fa, quando per un'estate andavano le scarpe in vernice colorata). Non si vede molto dalla foto, ma sono dello stesso fuzzia della collana.
La camicetta è Oviesse presa all'incirca a fine marzo per il modico prezzo di euri 14,90.
Pantaloni Benetton di miliardi di anni fa, jeans colorato molto leggero per la precisione, non usando quasi mai i pantaloni d'estate sono quasi nuovi.
Orecchini che fa una mia amica, in silicone sottile sottile, quindi leggerissimi (se vi interessano costano 7 euri e sono di tutti i colori possibili e immaginabili).
Voilà l'outfit per questa giornata estivissima!
Baci buon weekkkk!!!!!
martedì 5 giugno 2012
Una settimana in un post
Non mi piace raccontare le mie giornate per filo e per segno, lo trovo noioso, ma oggi è doveroso.
(Ah, ve lo dico, tanto per informarvi: voglio le ferie, non ce la sto facendo. Anzi, voglio morire, così è bell'e che finita.)
Insomma ero lì seduta a sudare sul sedilino della macchina, col cellulare in una mano e block-notes nell'altra, e una pazza bionda mi apostrofa con un 'signorina ma è il modo di parcheggiare????'.
A parte che avevo parcheggiato benissimo, l'avrei riconosciuta tra mille (cit.): come dicevo, bionda e pazza, con gli occhiali blu come i suoi occhi, e vestita benissimo, altro che sciatta come si descrive, forse anche troppo per lavorare da un buzzurro come il Messia.
Libby è come si legge nel suo blog: allegra, spumeggiante, coinvolgente. Ma Libby non è come si legge nel suo blog, per certi versi è molto meglio. Per carità, a volte è giù e allora si lamenta anche dell'aria che respira, ma in realtà è una roccia addosso alla quale sono arrivate una quantità di palle di cannone che basterebbero per tre vite, è normale che talvolta ci sbrocchi. Personalmente credo di avere un quarto della pazienza che ha lei. Si, io sarei già in gattabuia da un pezzo.
Vabbè, sia quel che sia, sono arrivata a casa e il CM mi dice 'ma non è che sta tua amica c'ha il pisello? Sei stata via un sacco!'. Che volete farci, quando noi femmine si sta bene a chiacchierare, si perde la nozione del tempo.
Noi siamo stati a pranzo dalla suocera con la suocera e le cognate, insomma, le nostre famiglie con mamme, papà e sorelle, si sono riunite allo stesso tavolo per mangiare e mangiare e mangiare, ed è stato come al solito molto bello, talmente bello che siamo tornati a casa quasi alle sei del pomeriggio. Per dire.
Ma la cosa eclatante da riportare è che prima di pranzo la Bob è scesa a dirmi che ha dato la disdetta dell'appartamento, che non va via per noi ma perchè c'è il cane, che i cani non le piacciono, che lei ha i gatti, e menate varie. Io le ho ribadito che non m'importa il motivo per cui va via, vivaddio siamo ancora cittadini liberi, ma che mi ha dato molto fastidio il suo atteggiamento, ovvero aver comunicato la sua dipartita a tutti fuorchè a me, e avermi tolto il saluto. La sua giustificazione è stata che sta passando un periodo di merda.
A me non mi frega un fico secco sinceramente. Per lei è SEMPRE un periodo di merda, da quando la conosco; non mi permette di starle vicino, di darle una mano in nessun modo, e soprattutto non concepisco il fatto che, anche se sta di merda, non mi saluta e manco mi guarda in faccia. Hai avuto una pessima giornata? E chi ti caga. Voglio dire, ti si legge in faccia, ti lascio stare, e non mi sogno manco lontanamente di intavolare qualchessia discussione. Ma se ci incrociamo nel cortile un 'ciao' non si nega neanche al cane, a casa mia.
Forse sto diventando intollerante a tutto come i vecchi ottantenni, ma sono arrivata ad un punto che non corro dietro più a nessuno. Perciò, che vada. Spero solo che arrivino delle persone simpatiche che se esco a buttare la spazzatura e loro stanno entrando, che alzino la testa, mi guardino in faccia e sappiano dire 'buonasera', che qui neanche quello si usa fare più. Bah.
La mattina apro il balcone e vedo il cielo che fa 'no-no' col ditino. 'Col cavolo', dico io, mi stendo sul letto, strizzo forte gli occhi e impongo le mani verso la finestra facendo uno strano verso di concentrazione, tipo 'ffffffffffffuu', con la F molto marcata. Il CM vuole chiamare la croce verde, ma io lo costringo a fare come me: 'è per mandare via le nuvole, se lo fai credendoci forte, funziona'.
Il CM non sarebbe il mio degno compagno se non si facesse coinvolgere, ed ecco due cretini stesi sul letto con le braccia alzate a fare 'ffffffffffffuu'. Si lo so siamo scemi.
Però ha funzionato. Ha solo fatto un paio di acquazzoni da cinque minuti l'uno, e neanche tanto forti, che stringendoci sotto il gazebo ci siamo riparati tutti. E' stata una festa bellissima e soprattutto ben riuscita, con pasta fredda, insalata di riso, hot-dog sulla piastra e musica rigorosamente anni '50, con momenti di lenti guancia-a-guancia e altri molto rockabilly dove abbiam ballato come pazzi.
................Miiiiiiiii che pettegole, guardate che lo so cosa state aspettando che vi racconti!!
Eh, con gli Amici Simpatici non è successo niente, non ho fatto loro dispetti, e nonostante un iniziale momento di volontaria apartheid, alla fine si sono mischiati con tutti gli altri, e si sono pure divertiti molto.
Rimane sicuramente che mi stanno sulle balle xchè non mi considerano di striscio, ma è più che altro un fastidio, xchè vi assicuro che posso sopravvivere.
Tipo, due di loro il prossimo anno si sposano. Domenica hanno preso il CM in disparte e gliel'hanno comunicato. Io l'ho saputo dal CM il giorno dopo. Voglio dire, se hai considerazione per me visto che sono pure la moglie del CM, e non la morosetta di turno da non calcolare, ci prendi TUTTI E DUE in disparte, assieme, e dai la lieta novella ad entrambi. No?
O che non abbiano intenzione di invitarmi?????? Oh, che disperazione se fosse così! Che tedio! Non ci dormirò la notte finchè non vedrò la partecipazione!!
Bene care amiche, sono giunta alla fine di questa lunga e noiosa cronostoria degli ultimi sei giorni. Vi dò appuntamento alle prossime due ore libere (aiut), e vi lascio con una fotina rappresentativa di domenica.
(Ah, ve lo dico, tanto per informarvi: voglio le ferie, non ce la sto facendo. Anzi, voglio morire, così è bell'e che finita.)
Il Libbyncontro
Cinquanta giorni dopo, eccomi a dire la mia sul mitticco blogincontro della scorsa settimana.Insomma ero lì seduta a sudare sul sedilino della macchina, col cellulare in una mano e block-notes nell'altra, e una pazza bionda mi apostrofa con un 'signorina ma è il modo di parcheggiare????'.
A parte che avevo parcheggiato benissimo, l'avrei riconosciuta tra mille (cit.): come dicevo, bionda e pazza, con gli occhiali blu come i suoi occhi, e vestita benissimo, altro che sciatta come si descrive, forse anche troppo per lavorare da un buzzurro come il Messia.
Libby è come si legge nel suo blog: allegra, spumeggiante, coinvolgente. Ma Libby non è come si legge nel suo blog, per certi versi è molto meglio. Per carità, a volte è giù e allora si lamenta anche dell'aria che respira, ma in realtà è una roccia addosso alla quale sono arrivate una quantità di palle di cannone che basterebbero per tre vite, è normale che talvolta ci sbrocchi. Personalmente credo di avere un quarto della pazienza che ha lei. Si, io sarei già in gattabuia da un pezzo.
Vabbè, sia quel che sia, sono arrivata a casa e il CM mi dice 'ma non è che sta tua amica c'ha il pisello? Sei stata via un sacco!'. Che volete farci, quando noi femmine si sta bene a chiacchierare, si perde la nozione del tempo.
Il Due Giugno
Credo che mai Festa della Repubblica sia stata meno sentita da me medesima. Un pò per le polemiche sui festeggiamenti che, inutile dirlo, a mio parere dovevano essere sospesi, un pò xchè cadeva di sabato, e quindi niente ponte.Noi siamo stati a pranzo dalla suocera con la suocera e le cognate, insomma, le nostre famiglie con mamme, papà e sorelle, si sono riunite allo stesso tavolo per mangiare e mangiare e mangiare, ed è stato come al solito molto bello, talmente bello che siamo tornati a casa quasi alle sei del pomeriggio. Per dire.
Ma la cosa eclatante da riportare è che prima di pranzo la Bob è scesa a dirmi che ha dato la disdetta dell'appartamento, che non va via per noi ma perchè c'è il cane, che i cani non le piacciono, che lei ha i gatti, e menate varie. Io le ho ribadito che non m'importa il motivo per cui va via, vivaddio siamo ancora cittadini liberi, ma che mi ha dato molto fastidio il suo atteggiamento, ovvero aver comunicato la sua dipartita a tutti fuorchè a me, e avermi tolto il saluto. La sua giustificazione è stata che sta passando un periodo di merda.
A me non mi frega un fico secco sinceramente. Per lei è SEMPRE un periodo di merda, da quando la conosco; non mi permette di starle vicino, di darle una mano in nessun modo, e soprattutto non concepisco il fatto che, anche se sta di merda, non mi saluta e manco mi guarda in faccia. Hai avuto una pessima giornata? E chi ti caga. Voglio dire, ti si legge in faccia, ti lascio stare, e non mi sogno manco lontanamente di intavolare qualchessia discussione. Ma se ci incrociamo nel cortile un 'ciao' non si nega neanche al cane, a casa mia.
Forse sto diventando intollerante a tutto come i vecchi ottantenni, ma sono arrivata ad un punto che non corro dietro più a nessuno. Perciò, che vada. Spero solo che arrivino delle persone simpatiche che se esco a buttare la spazzatura e loro stanno entrando, che alzino la testa, mi guardino in faccia e sappiano dire 'buonasera', che qui neanche quello si usa fare più. Bah.
La Festa
E domenica, alfine, la festa Anni 50 di cui vi parlavo.La mattina apro il balcone e vedo il cielo che fa 'no-no' col ditino. 'Col cavolo', dico io, mi stendo sul letto, strizzo forte gli occhi e impongo le mani verso la finestra facendo uno strano verso di concentrazione, tipo 'ffffffffffffuu', con la F molto marcata. Il CM vuole chiamare la croce verde, ma io lo costringo a fare come me: 'è per mandare via le nuvole, se lo fai credendoci forte, funziona'.
Il CM non sarebbe il mio degno compagno se non si facesse coinvolgere, ed ecco due cretini stesi sul letto con le braccia alzate a fare 'ffffffffffffuu'. Si lo so siamo scemi.
Però ha funzionato. Ha solo fatto un paio di acquazzoni da cinque minuti l'uno, e neanche tanto forti, che stringendoci sotto il gazebo ci siamo riparati tutti. E' stata una festa bellissima e soprattutto ben riuscita, con pasta fredda, insalata di riso, hot-dog sulla piastra e musica rigorosamente anni '50, con momenti di lenti guancia-a-guancia e altri molto rockabilly dove abbiam ballato come pazzi.
................Miiiiiiiii che pettegole, guardate che lo so cosa state aspettando che vi racconti!!
Eh, con gli Amici Simpatici non è successo niente, non ho fatto loro dispetti, e nonostante un iniziale momento di volontaria apartheid, alla fine si sono mischiati con tutti gli altri, e si sono pure divertiti molto.
Rimane sicuramente che mi stanno sulle balle xchè non mi considerano di striscio, ma è più che altro un fastidio, xchè vi assicuro che posso sopravvivere.
Tipo, due di loro il prossimo anno si sposano. Domenica hanno preso il CM in disparte e gliel'hanno comunicato. Io l'ho saputo dal CM il giorno dopo. Voglio dire, se hai considerazione per me visto che sono pure la moglie del CM, e non la morosetta di turno da non calcolare, ci prendi TUTTI E DUE in disparte, assieme, e dai la lieta novella ad entrambi. No?
O che non abbiano intenzione di invitarmi?????? Oh, che disperazione se fosse così! Che tedio! Non ci dormirò la notte finchè non vedrò la partecipazione!!
Bene care amiche, sono giunta alla fine di questa lunga e noiosa cronostoria degli ultimi sei giorni. Vi dò appuntamento alle prossime due ore libere (aiut), e vi lascio con una fotina rappresentativa di domenica.
(no, non è una foto di due splendidi modelli della nuova campagna di D&G o Versace....eheheh. .....dai, siamo io e il CM!!!)
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